“Rendo grazie a Dio per il dono che ti è stato fatto di portare il glorioso Vangelo dove ancora non è giunto il nome di Cristo. lo stesso, prima di te, me ne sono fatto un punto d’onore (Rm 15,20). E questo non per puntiglio personale, ma per una urgenza interiore dello Spirito di Gesù, che vuole che tutti i fratelli conoscano il Padre. Egli infatti vuole che tutti gli uomini siano salvati, e giungano alla conoscenza della verità (1 Tm 2, 4).

Non solo ti è stato donato di lasciare il tuo paese, la tua patria e la casa di tuo padre, come ad Abramo (Gn 12,1). Ti è stato anche concesso di lasciare moglie, figli, fratelli, sorelle e perfino la tua stessa vita (Le 14,26), e vivere così la pienezza di quell’ amore che ti rende un discepolo in tutto simile al Maestro, in grado di seguirlo dovunque va (Lc 9,57; Ap 14,4).”

(P.Silvano Fausti SJ, Lettera a Sila. Quale futuro per il cristianesimo?, Milano, 2007, pag. 11-12)