“Il cammino dell’umanità è verso il Padre attraverso Cristo:
 

«Nulla è tanto importante quanto unirsi a Cristo e con Lui e in Lui amare e far amare il Padre, amare e far amare gli uomini. Ma questi due amori -verso Dio e verso gli uomini sono un solo e uno stesso amore … E l’uomo non è solo anima; è anche corpo: è spirito immerso nella materia. Conquista l’eternità vivendo nel tempo. È cristiana, profondamente cristiana, la lotta per l’emancipazione, nella misura in cui è sinonimo di aiutare fraternamente a strappare dalla miseria milioni di uomini che vegetano in situazioni infra-umane » (Dom Helder Camara, Rivoluzione nella pace, pag. 17-18).

Ecco perché per dom Helder evangelizzare significa pure umanizzare e umanizzare nel terzo mondo è sinonimo di liberare.

La liberazione è premessa indispensabile della «divinizzazione»:  
«Dio si è fatto uomo per rendere vera, reale, la divinizzazione dell’uomo». (Dom Helder Camara, Rivoluzione nella pace, pag. 62).

Allora il sottosviluppo è uno scandalo perché è offesa diretta a Dio, in quanto diretta all’uomo sua immagine, e la missione della Chiesa non può prescindere da un impegno coerente e costante in questo senso. Ciò è particolarmente vero per il ruolo che la Chiesa ha avuto nella storia del continente latino-americano:

«La Chiesa non può permettere che gli autentici valori della nostra civiltà, che essa ha aiutato a creare, siano portati via di colpo dai mutamenti di struttura che si debbono effettuare rapidamente. Essa è chiamata anche a denunciare il peccato collettivo, le strutture ingiuste e stagnanti, non come uno che giudica da fuori, ma come chi riconosce la sua parte di responsabilità e di colpa.

Per compiere questa missione la Chiesa deve purificarsi e convertirsi… La sua forza deve essere sempre meno la forza del prestigio e del potere per diventare sempre piu la forza del Vangelo a servizio degli uomini. Per questa strada potrà rivelare agli uomini di questo continente angustiato la vera faccia di Cristo » (Dom Helder Camara, Rivoluzione nella pace, pag. 29).

Parole certamente dure, ma intrise di verità e di coraggio. Ed è proprio perché è severo verso la Chiesa che dom Helder ha una statura morale e una credibilità quando si scaglia contro i vari tipi di strutture e ideologie oppressive:

«Conosco il capitalismo e per me, come per molti nel terzo mondo, è diventato assolutamente evidente che non possiamo collocare la nostra speranza per la liberazione dei nostri popoli nella linea del capitalismo. Certo, ci sono molti tipi di capitalismi, ma è impossibile trovare un sistema capitalista in cui il profitto non sia la preoccupazione numero uno prima della preoccupazione per l’uomo. Anche quando ci viene detto: “Ma aspettate, prima svilupperemo l’economia e poi faremo la promozione sociale!”, è sempre il profitto che viene in primo luogo. E vediamo bene che con il modello più perfezionato di capitalismo, quello delle multinazionali, sono sempre i gruppi privilegiati che diventano più ricchi e i poveri più poveri» (Dom Helder Camara, Le conversioni di un Vescovo pag 194-195)”.

Di Vera Araújo, Dal nordeste brasiliano un messaggio di pace: Helder Camara, 27 agosto 2012.