Spero che Maria, dovunque Lei sia, non veda lo scempio che si è fatto della sua immagine, Lei che fu madre silenziosa e nascosta di Gesù, donna capace di ascolto e di solidarietà, santa dalle cui labbra uscì la stupenda profezia del Magnificat… 

Dagli adepti del magico è ora ridotta a una stucchevole figurina che appare a comando, mossa da esigenze che poco hanno a che fare con la trascendenza, che pronuncia parole di una banalità disarmante, si serve di messaggeri ignoranti, è posta al centro di eventi “straordinari” capaci di produrre turismo religioso e di conseguenza soldi. 

Medjugorje (ma anche Fatimae Lourdes) sono  il segno dell’incapacità dei cristiani di concepire la fede come una scelta adulta. Una scelta capace di trasformare il mondo, qui e ora! Una scelta capace dunque anche di opporsi alle gerarchie della Chiesa, che permettono queste devozioni perché sono “armi di distrazione di massa”, generatrici di un consenso passivo, illusorie manifestazioni di fede.

Medjugorje e tutte le altre sceneggiate simili (Fatima, Lourdes, madonne che lacrimano sangue, ginocchia che piangono, stimmate, Padre Pio ecc…) sono espressioni di  alienazione mentale, di  ricerca del magico e dell’occulto come spiegazione del divino, sono atteggiamenti tribali che avvicinerei alla spiritualità dell’uomo primitivo.

Niente a che fare con la fede in Gesù Cristo!

don Paolo Zambaldi