La valle dell’Eden” (East of Eden) è un romanzo del vincitore del Premio Nobel per la letteratura John Steinbeck, pubblicato nel settembre 1952.

L’opera esplora temi differenti come depravazione, carità, amore, la battaglia per essere accettati, quella per la grandezza, la capacità di autodistruzionema specialmente il rapporto tra colpa e libertà. L’autore lega insieme tutti questi argomenti, facendo anche interessanti riferimenti e parallelismi al libro della Genesi.

Il testo qui proposto fa riferimento alla vicenda di CAINO E ABELE (Gen 4,1-16)

“(…) Dopo due anni (di studio dell’ebraico), sentimmo di poterci accostare ai famosi sedici versetti del quarto capitolo della Genesi. Anche i miei vecchi signori (=parenti suoi, studiosi) avvertivano che quelle parole erano importantissime: “avrai” e “abbi”. E questo fu l’oro che noi scavammo: “Tu puoi”. “Tu puoi avere la signoria sopra il peccato”. I vecchi signori sorrisero e annuirono e capirono che gli anni erano stati spesi bene…”.

 “La (traduzione americana della) Bibbia ordina agli uomini di trionfare sul peccato(abbi), e il peccato si può chiamare ignoranza…la traduzione di re Giacomo fa una promessa con quel “tu avrai”, intendendo che gli uomini trionferanno sicuramente sul peccato. Ma la parola ebraica timshel – “tu puoi” – implica una scelta. Potrebbe essere la parola più importante del mondo. Significa che la via è aperta. Rimette tutto all’uomo. Perché se “tu puoi”, è anche vero che “tu non puoi”. 

“Era molto che volevo dirvelo… Ogni opera che abbia influenzato il pensiero e la vita d’innumerevoli persone è importante. Orbene, ci sono molti milioni nelle loro sette e nelle loro chiese che sentono l’ordine: “Abbi”, e accentuano il fattore obbedienza. E ci sono milioni, anche più di quegli altri, che avvertono un senso di predestinazione in “tu avrai”. Niente di quanto possano fare, può influire su quello che sarà. Invece, “tu puoi”! Diamine, questo sì che fa grande un uomo e gli dà la statura degli déi, perché, nella sua debolezza e nella sua bassezza e dopo l’assassinio del fratello, tutt’ora egli ha la grande scelta. Può scegliere la sua strada, percorrerla lottando, e vincere.”.

“E’ facile per pigrizia o per debolezza gettarsi in grembo alla divinità e dire: “Non potevo farci nulla, la via era prestabilita.” Ma pensate alla gloria della scelta!  E’ questo che fa di voi un uomo. Un gatto non ha scelta, un’ape è costretta a fare il miele. Qui non c’è spiritualità… Ma questa (possibilità di scegliere) è una scala per arrampicarsi fino alle stelle. E non la potete perdere mai. Taglia le gambe a tutta la debolezza e la vigliaccheria e la pigrizia di questo mondo.”.