In piazza Walter a Bolzano, sede del famosissimo Christkindlmarkt (vedi mio articolo precedente Mercatino di Natale 2017 ), tre ragazzi si sono fatti ritrarre in pose sconvenienti nel presepe, peraltro usato da molti turisti come location per ritratti natalizi.

I commenti che sono stati postati sui social, scritti sui giornali locali e non, lasciano perplessi, siano essi indignati o faceti…

Vorrei dire la mia, ponendo alcune domande con l’intento di smascherare l’ipocrisia che trasuda da ogni presa di posizione:

Perché prima si pone il presepio al centro di un evento commerciale, lo si fa grande apposta per poterlo usare come sfondo per foto turistiche, lo si riduce a mero oggetto di mercato e poi si grida allo scandalo se tre tipi ci si divertono?

Perché prima si trasforma il Natale in una festa totalmente mercificata nella quale l’unica cosa che conta sono regali, cenoni, luminarie, e poi ci si indigna perché “un simbolo identitario”(?) viene violato?

Perché si chiede alla Chiesa di difendere un manufatto e non invece lo spirito vero della venuta di Cristo sulla terra?

Perché le voci sdegnate sono quelle della più becera destra, che usa ogni pretesto per attizzare l’odio verso gli stranieri e i poveri, dimenticando che Gesù proprio in essi si è rivelato?

Perché ci si meraviglia che alcuni giustifichino il gesto definendolo “una gogliardata”, quando poi si è distrutto ogni valore, ogni idea, ogni ideologia, ogni capacità di riflessione, ogni fede, ogni Dio, in nome del consumo?

Siamo ormai solo clienti! E il cliente, si sa, ha sempre ragione… Quindi di che ci meravigliamo?
don Paolo Zambaldi