Mary Christine Athans, Alla ricerca di Maria, donna ebrea. La madre di Gesù nella storia, nella teologia e nella spiritualità, Queriniana, 2015. (Titolo originale: In Quest of the Jewish Mary. The Mother of Jesus in History, Theology, and Spirituality) 

«Con approccio innovativo e multidisciplinare, il volume recupera la dimensione storica con cui, negli ultimi anni, si sta sempre più interpretando la figura di Gesù, per raccontare sua madre, vista soprattutto come donna e come donna ebrea. Una narrazione che coinvolge testa e cuore del lettore, illuminata da una interpretazione scientifica e allo stesso tempo poetica».


In Adista 21 del 6 giugno 2015 

“Questo è il genere di libro che va letto con il cuore e con la testa. Ricordo che quando ero studentessa alla scuola superiore e al college, i libri su Maria sembravano suddivisi in due categorie. C’erano gli studi dottrinali dei Padri della Chiesa, di san Tommaso d’Aquino e dei papi sulla sua maternità, la sua immacolata concezione, l’assunzione in cielo e sui vari titoli a lei attribuiti. Spesso queste opere sembravano asettiche, prive di qualsiasi ispirazione.

C’erano anche opere devozionali che sembravano piene di iperbole, come gli scritti di san Luigi di Monfort. Molte, nello stile dei tempi, erano eccessivamente sentimentali, ornate di ritratti che erano, in mancanza di una parola migliore, sdolcinati!  Lumini e fiori abbellivano gli altari, santuari a lei dedicati mostravano una figura regale appesantita da abiti di velluto. Desideravo ardentemente conoscere questa donna che ricopriva un ruolo così singolare nella storia del cristianesimo, ma nei testi di teologia e i nei libri devozionali che leggevo o nelle immagini che vedevo non riuscivo a trovarla.

Credo che la conoscenza di Maria richieda un’integrazione fra storia, teologia e spiritualità.  Deve essere fondata su una teologia autentica ma deve anche rappresentarla nel suo contesto storico come donna ebrea di coraggio, forza e preghiera. In quale altro modo avrebbe potuto sopravvivere alle innumerevoli sfide che ha incontrato? Essendomi imbarcata in questa “ricerca di Maria l’ebrea”, credo di essere finalmente sulla strada giusta. Vi invito a seguirmi in questo viaggio. (…)”
(Pag.27-28)