Con un progetto finanziato con l’otto per mille, il contributo dell’Opcemi (Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia) Il tempio metodista di Milano ha realizzato un orto urbano realizzato sul tetto del locale di culto, che si trova nel seminterrato. L’idea di uno spazio verde condiviso è stata promossa dalla pastora Eliana Briante e da un altro membro della comunità, Giulietta Mazzotta, le quali, a seguito della visita di Expo 2015, si sono lasciate ispirare dagli architetti dello studio milanese Piuarch, conosciuti proprio in quell’occasione. I professionisti di Piuarch, infatti, avevano realizzato un orto sul tetto del loro studio di Brera utilizzando un sistema alquanto originale: creare complementi d’arredo (fioriere, librerie, divani, tavolini) sfruttando i pallet di legno. Esattamente quello che, qualche tempo dopo, è stato realizzato negli spazi esterni della chiesa metodista di Giulietta ed Elena, sfruttando l’occasione dei lavori di rifacimento della struttura.

La comunità ha sposato con entusiasmo l’idea di uno spazio di aggregazione sociale, aperto anche al quartiere, partecipando attivamente all’allestimento dell’orto insieme ai ragazzi stranieri accolti nei locali della chiesa metodista e seguiti dalla Diaconia valdese. «In una zona abbiamo coinvolto alcuni condomini dello stabile, incuriositi dal progetto, e ne siamo molto contenti perché grazie a questa attività persone che prima non si parlavano e non si conoscevano ora si incontrano, si scambiano idee, appianando anche alcune divergenze, – spiega Giulietta –. Un’altra parte è seguita dalla scuola domenicale, un’altra da un gruppo di filippini della comunità, recentemente si è aggiunto il gruppo dei ghanesi».

L’iniziativa si è rivelata vincente dal punto di vista sociale, dal momento che è riuscita a creare momenti di aggregazione tra diverse fasce di cittadini inserendosi in un progetto più ampio che punta alla valorizzazione delle aree verdi della città di Milano.

Inoltre, ha permesso ai fedeli della chiesa metodista di creare nuove sinergie con le altre realtà della città: dalla partecipazione alla Green Week alla collaborazione con il Community Center della Diaconia valdese e con la scuola di italiano per migranti dell’associazione Asnada.
 (Alessandra Carloni, Adista, 20.07.2018)