Leggendo qua e la tra le notizie riportate da giornali, diocesani e non, si scopre la ricomparsa in pompa magna di Satana.

A tal proposito, sul numero di Rocca 11/12 don Enrico Bombieri scrive:

Gentil.ma redazione,

Non so a chi rivolgermi; essendo fedele abbonato, conosco bene la serietà e la profondità delle problematiche affrontate. Vorrei condividere un grave disagio “teologico”. In questi tempi è tornato alla ribalta il diavolo. Il mio vescovo, qualche tempo fa, sollecitava i sacerdoti della diocesi di Verona a far pregare per essere difesi dagli attacchi del Maligno. 

In due parrocchie della stessa diocesi (ma potrebbero essere tante altre) i fedeli sono stati invitati ad esporre alla finestra (il 31 ottobre, in occasione di halloween) un lume bianco con accanto l’immagine di un santo o della vergine onde contrastare gli influssi diabolici connessi alla stessa festa. 

Il giornale Avvenire ha pubblicato una ventina di giorni fa un editoriale tessendo le lodi del rosario e della preghiera a san Michele arcangelo (iniziative sponsorizzate dal Papa e da Radio Maria) per contrastare con “l’arsenale della preghiera” gli assalti diabolici contro la Chiesa. 

Oggi, 30 ottobre, un articolone in terza pagina, a firma Stefania Falasca, si sbizzarrisce in reminiscenze papali sul diavolo, invocando anche qui la preghiera (ancora!) dell’antifona a san Michele arcangelo come “antidoto” al fumo di Satana che sta soffocando la Chiesa. Il Papa non è da meno: appena può lo tira fuori. (…)

Ancora la Chiesa si rifugia, come già nella rievocazione dei miracoli eucaristici, in devozioni o sollecitazioni di paure medioevali.

Ricompaiono all’orizzonte le bolge dantesche che trasudano sangue, fuoco e punizioni corporali, inflitte da belve con ghigni orrendi e code avvolte. Il male assume ancora il volto e le corna di un essere misterioso, che agisce come una creatura indipendente, condiziona con i suoi oscuri effluvi i poveri cristiani, penetra di nascosto i loro cuori corrompendoli, istiga i nemici della Chiesa perché la distruggano usando il fango della menzogna.

La personificazione del male (ammettiamolo!) oggi non spaventa più nessuno, non siamo nel 1200. La scienza e una teologia più onesta, hanno da tempo relegato il demonio a immagine estetica, pittorica, simbolica. Nessuno, nemmeno il babbeo che gioca con le zucche vuote di Halloween, va oltre il finto orrore… Anche le sette sataniche non sono che gruppi di gente mentalmente instabile, che usa la paura per costringere le vittime a subire violenze e sottomissioni fisiche e mentali.

Il tentativo “horror” della Chiesa oggi è dunque più patetico che pericoloso. A meno che non si abbia una qualche considerazione per le schiere dei fondamentalisti e dei madonnari, gli unici che (cinicamente!) sostengono il teatro dell’assurdo.

Era pericoloso quando la Chiesa gestiva l’anima e il cuore del popolo occidentale. Quando conoscendone l’ignoranza e i timori più reconditi, lo strumentalizzava, per vendergli la salvezza a suon di indulgenze, di confessioni, di donazioni, di promesse di assoluta deferenza.

Ma oggi? Chi subisce ancora quel genere di intimidazioni? Chi, se non psichicamente debole, crede nelle possessioni e nei conseguenti esorcismi? Chi oggi ha paura dell’inferno e dei suoi guardiani? Non si è affermata negli ultimi anni una predicazione in cui il peccato stesso è stato depotenziato e il giudizio divino reinterpretato (giustamente), alla luce della misericordia?

Perchè dunque la Chiesa, contraddicendosi, tenta ancora quella carta? Perché Francesco (il papa del “buona sera”) avvalla la presenza di questa figura? Ha una doppia personalità?

O è l’ultimo segnale di un modello ecclesiale ormai cadente e privo di vitalità che cerca di rilanciare se stesso rincorrendo i miti del passato?

O è il tentativo (poco onesto), di rifilare le colpe dell’istituzione (ad esempio la pedofilia del clero, la corruzione della curia) a un agente esterno, che si comporta come nemico potente, contro il quale si può solo pregare?

O è una mossa disperata per accaparrarsi un’audience in una platea umana sempre più degradata, che tende a scambiare la religione con un reality in cui ad ogni puntata c’è una nuova invenzione? In una platea di sedicenti cristiani che votano Salvini che sventola Vangeli e rosari mentre permette il massacro degli esseri umani? In una platea di atei devoti che difende il presepio e il crocifisso per fondare l’esclusione degli ultimi? In una platea di cristiani che di Cristo non sa nulla, ma che forse si lascerà ammaliare/intimorire dal diavolo?

Il male purtroppo non si può scorporare da noi. E’ dentro di noi. Nella nostra coscienza distratta, nel nostro egoismo, nella nostra sete di potere, nei sistemi che abbiamo costruito “noi”. Sistemi di ingiustizia in cui si nega l’uguaglianza, la fraternità, la condivisione. “Noi” abbiamo permesso la distruzione dell’ambiente in nome del profitto, “noi” abbiamo preferito il consumo sfrenato alla sobrietà, “noi” abbiamo permesso che il potere (dentro e fuori la Chiesa) diventasse “totalitario” ed egemonizzasse il pensiero. “Noi” abbiamo permesso che il Vangelo di Gesù fosse sfigurato e tradito, ignorandone la carica non-violenta, l’invito a lottare contro gli idoli di questo mondo e contro una religione etnica, leguleia ed escludente. “Noi” abbiamo sacrificato la verità in nome del quieto vivere.

Altro che Satana!

Riversare la responsabilità delle proprie colpe su altri o altro, è un gioco che non ci salverà.

La Chiesa dunque, converta se stessa, abbandoni la sua sete di potenza, proponga cammini di liberazione e non schiavitù eterodirette!

 

don Paolo Zambaldi