Parlo chiaro.
Parlo a chi mi dice che il mio abito è religioso, a chi mi ricorda – lo ringrazio – che un tempo ho preso i voti, a chi mi odia perché a suo vedere non sto nei ranghi, perché vado oltre, perché mi permetto, perché predicando – mi si dice – esco dal mio recinto. “Savonarola come i fiumi in piena esce dagli argini.”
Perfetto.

A questi signori vorrei rispondere che io non ho paletti se non di quel che è giusto dire. È colpa mia se quel Dio a nome di cui parlo condanna le ingiustizie? Che devo fare? Far finta che Dio non le condanni perché a certi non gli va a genio?
Chi comanda? Dio o loro? O forse solo chi dei due fa la voce grossa? Io non parlo per conto mio.

Ci sono le Scritture, c’è Antico e c’è il Nuovo Testamento. Cosa deve fare, Savonarola? Cambiare quel che è scritto? E poi perché? Per essere invitato come frate alle cene, ai pranzi e ai ritrovi dei potenti? Per essere un frate protetto? Per essere un frate portato in palmo? Mettiamolo in chiaro: io se predico, predico!

Non devo carezzare nessun potente. E se non gli piace ascoltarmi, dicano pure che Dio non gli piace, non che io sbaglio a predicare, perché non è vero.
Si mettano in testa, i potenti (e i loro lacché n.d.r), che quel potere non gli autorizza niente: dovreste essere servitori, non padroni.

Ricordate che dovete curare solo le cose che fanno il bene comune, mai le vostre proprie. Perché vi è ancora tra voi potenti chi opera per vantaggio proprio e dice che l’operare suo e giustizia.

Savonarola qui gli dice: l’interesse è solo il tuo, se parli di giustizia la tua giustizia è falsa e misera.

Se poi qualcuno di voi ha ragioni in contrario, io gli rispondo: quelle ragioni non servono, quelle ragioni non valgono, perché ogni potente è solo un uomo qualsiasi salito sopra un piedistallo.
E se gli togli il piedistallo, che cosa resta? Cade. Giù. Finito. Sfatto. Questo è un tempo singolare, come non è mai stato nei tempi passati: i popoli sono sbandati, ogni guida è persa, le barche navigano senza rotta, ogni misura è colma.

E i potenti fanno ressa per incensarsi a vicenda, per aumentare il loro piedistallo il farsi alzare da quello, sempre di più, fino in cielo!

Indignati. Prediche di Savonarola, riscritte da Stefano Massini, Firenze, edizioniPIAGGE, 2014, pag. 27-28.