La bomba atomica B-61 mod. 12 sarà dotata di potenza regolabile elettronicamente, con 4 livelli di potenza sprigionabile: 0,3 chilotoni, 1,5 chilotoni, 10 chilotoni o 50 chilotoni (la bomba sganciata su Hiroshima sprigionò circa 15 chilotoni).

Fra un anno arriveranno le nuove bombe atomiche in Italia per gli F-35, ma il governo non ne fa oggetto di discussione. Come in passato tutto viene gestito nelle segrete stanze.

Per ora siamo nella fase di test delle nuove bombe atomiche: le B-61 mod. 12.

Esse saranno dotate di potenza regolabile elettronicamente, con 4 livelli di potenza sprigionabile: 0,3 chilotoni, 1,5 chilotoni, 10 chilotoni o 50 chilotoni (la bomba sganciata su Hiroshima sprigionò circa 15 chilotoni).

“L’Air Force continuerà a testare fino alla fine del 2019 la bomba B-61-12, prima di avviare la produzione di serie. Il primo lotto, quasi certamente destinato all’Europa dove sono presenti le versioni più obsolete della bomba B61, dovrà essere consegnato entro il marzo del 2020”. Questo si legge in un interessante articolo a firma Franco Iacc. L’autore (analista accreditato con il Ministero della Difesa e con la NATO) scrive: “I Paesi come l’Italia che aderiscono al nuclear sharing della NATO dovranno decidere quanti F-35A destinare per l’interdizione nucleare”.

Il titolo dell’articolo è infatti: “Quanti F-35A saranno destinati all’attacco nucleare?” 

Sarebbe una bella domanda da porre nella piattaforma Rousseau “in difesa dei diritti dei cittadini”, in primo luogo quello alla conoscenza e alla trasparenza.

Alessandro Marescotti, peacelink.it, 4 febbraio 2019