Salvini dunque è salvo. Nomen omen. Dal “popolo” a cinque stelle si alza un grido di solidarietà per un uomo che, sequestrando dei naufraghi per giorni, delle persone in fuga dalla fame e dalle torture, ha di fatto “salvaguardato l’interesse nazionale”, ha protetto i “poveri italiani” da un’invasione destabilizzante, ha battuto, tra un panino alla Nutella e l’altro, un pugno sul tavolo dell’abborrita Europa!

Tutti inchinati a questo leader da strapazzo, all’uomo delle felpe e dei giubbotti della polizia, al faccione dei selfie, al politico “di razza” che quando parla ripete considerazioni da bar sport.

E mi raccomando, non gli si chieda conto di niente. Non lo si affidi ai giudici “comunisti”. Di Maio e i suoi sodali (e i suoi elettori) hanno urlato per anni, nelle piazze, giustamente, che nessuno è al di sopra della legge. Che Berlusconi era un delinquente e doveva essere giudicato come tale. Che Renzi e le sue combriccole dovevano essere smascherati per il bene del popolo, che “i poteri” dovevano rispondere delle loro malefatte perché l’onestà era l’unico valore in grado di salvare l’Italia. Avevano ragione, anche se la loro visione non sempre era declinabile con la complessità della politica.

Era tutto un bluff? Erano paladini dell’ ”onestà all’italiana”? Quella che pretendi dagli altri per salvaguardare te stesso, ma che non hai più, quando essa rischia di danneggiare i tuoi interessi?

Del resto c’è nell’aria una voglia di fascismo. Una voglia di vendetta. Una voglia non troppo nascosta di menar le mani.

E Salvini incarna questo!

E dunque guai a criticarlo. A destra per ovvie ragioni lo si difende a spada tratta, ma anche a sinistra e al centro (esistono ancora?). Più volte ho sentito, a questo proposito, affermazioni sconcertanti. Esponenti del fu PD, ma anche semplici elettori   e pure alcuni (troppi) giornalisti, dicono infatti con convinzione, che “attaccare frontalmente Salvini”, “dipingerlo come un uomo cattivo” non fa che aumentare il suo consenso.

E come mai?

Ma certo il povero Matteo, offeso e frustrato dalle critiche, potrebbe “peggiorare”, magari potrebbe far cadere il governo, picchiare i deputati, buttare le chiavi del Parlamento, arrestare i giornalisti… Meglio dargli corda, tenerlo buono…meglio che sequestri migranti, che sgomberi Sprar, che protegga gli ultrà, che ecciti il razzismo e la violenza.

Dunque stiamo zitti, blandiamolo, facciamo finta di non vedere che quest’uomo è un terrorista. Che destabilizza una nazione per puro interesse di bottega. Che ci lascerà pieni di debiti da pagare (quali soluzioni economiche propone a parte quelle che lo favoriscono elettoralmente?), isolati dalle altre nazioni europee (più furbe e ricche di noi), in balia delle grandi potenze (USA, Russia, e Cina) che fameliche attendono di sbranarsi l’Europa e con la grande infamia di aver annegato migliaia di persone nel Mediterraneo. E come i terroristi, che lanciano bombe, e poi spariscono nel nulla fregandosene del disastro che hanno provocato, anzi godendo della devastazione che umilia la gente, il povero Matteo se ne farà un baffo degli “italiani”, se ne fuggirà impunito, accumulando cariche istituzionali, che non richiedono nulla tranne una faccia di bronzo.

Abbiamo già dimenticato i nostri precedenti governanti quelli che ci hanno portato alla fallimentare situazione odierna? Gli Andreotti, i Craxi, i Ciampi, i Prodi, i Berlusconi, i Bersani, i Renzi (solo per citarne alcuni) hanno dovuto rendere conto agli elettori (o in molti casi alla giustizia) delle loro incapacità di governo, delle loro autentiche truffe, delle loro disonestà, della loro responsabilità nella distruzione della nazione?

No, non mi pare. Godono e hanno goduto di ogni sorta di immunità. Si palleggiano le colpe. Contano con gioia i loro capitali in banca (rigorosamente all’estero!!!), fanno i padri nobili nelle loro case di lusso.

Salvini è uno di loro. Meno paludato e più sanguigno. Un terrorista appunto, che lotta per sè stesso. Per il gusto del potere e dei soldi. Costi quello che costi (a noi ovviamente!).

Ma non critichiamolo per carità. Che Saviano taccia. Che Ruotolo taccia. Che la stampa taccia. Che la tv taccia. Che l’Europa taccia. Che i 5 stelle tacciano.

Viva Salvini, viva l’Italia!

 

don Paolo Zambaldi