Bread and Roses (16 marzo 2019, ore 20.30, Tre Santi)

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AltriMondi Cineforum:

Bread and Roses

(UK 2000) di Ken Loach – dur. 112′

con Elpidia Carrillo, Adrien Brody, Pilar Padilla, Jack McGee

Maya, ha raggiunto Los Angeles in forma clandestina correndo anche dei gravi rischi e ha trovato un lavoro in un’impresa di pulizie grazie alla sorella Rosa. Un giorno aiuta uno sconosciuto a sfuggire dalle mani di Perez, il capo degli operai. Si tratta di Sam, un sindacalista che vorrebbe che i lavoratori scioperassero contro un’impresa che aumenta gli introiti e diminuisce gli stipendi. Ma non è facile spingere alla protesta chi ha assoluto bisogno di quel lavoro e, come Rosa, non vuole tornare a vivere in una condizione di cui Maya non ha mai saputo nulla…

Ken Loach attraversa per la prima volta i confini degli Stati Uniti per proporre una vicenda che trae origine da una protesta avvenuta a Los Angeles. La terra della libertà per eccellenza diviene così oggetto di una lettura non certo tenera nei confronti dei processi di coercizione a cui vengono sottoposti coloro i quali ancora credono al ‘sogno americano’ partendo da posizioni decisamente svantaggiate.

Il titolo è di per sé già un manifesto: si tratta dello slogan che contrassegnò la lotta degli operai tessili nel 1912. Essi reclamavano per sé non solo il pane quotidiano ma anche il diritto a poter godere della bellezza senza che quest’ultimo venisse annullato da una vita in cui contasse solo il lavoro. Loach, anche in questa occasione, ci vuole ‘vicini’ ai suoi personaggi e per far questo utilizza tecniche che lascino al contempo spazio interpretativo agli attori e prossimità allo spettatore. Perché il suo stare a fianco degli umili di (per noi) manzoniana memoria respinge la retorica in favore di uno sguardo carico di umanità. Lui e Laverty (sceneggiatore d’elezione) non portano sullo schermo dei personaggi ma delle persone. Questo fa la differenza.

KENNETH CHARLES (KEN) LOACH (Nuneaton, 17 giugno 1936) è un regista, attivista e politico britannico.
Nonostante quella sua aria da tranquillo bravo signore di mezza età, tanto english e con gli occhialini tondi da intellettuale, Ken Loach è uno dei registi contemporanei più graffianti del cinema mondiale.
L’impegno e la funzione sociale che i suoi film svolgono deriva tutta dall’attacco alla struttura e all’ideologia della società borghese-capitalistica che opprime chiunque sia da essa sfruttato, in particolar modo emigrati e disoccupati desiderosi di un senso di giustizia e di un ideale coerente alla loro dignità di lavoratori e di uomini. Tutti i personaggi tratteggiati da Ken Loach, nessuno escluso, sono carichi di tensione, di determinazione, di un riscatto che a volte avviene e a volte no, ma sempre e comunque dotati di una grandissima forza d’animo e di carattere che ne fanno degli individui attenti e responsabili verso gli altri, in netta contrapposizione con un mondo che diventa ogni giorno più egoista e indifferente. Allo stesso modo del suo cinema, Ken Loach ha sempre rifiutato di soccombere alla “tentazione hollywoodiana” e a quel suo meccanismo di sfruttamento. In effetti, è impossibile immaginare uno degli unici registi sociali britannici immerso in quel particolare mondo di red carpet e di prime con star.

PER LA LOCANDINA DEL CINEFORUM (date, orari, luogo…): “AltriMondi”, il Cineforum a Bolzano con don Paolo