Bolzano, 25 aprile 2019

Cari partigiani,

io sono giovane, non vi ho conosciuto personalmente.

Non ho potuto nemmeno partecipato alle feste della liberazione passate, in cui la resistenza era rievocata con tutto l’onore che meritava.

Io sono nato e vivo in un tempo in cui molti vi ignorano, vi insultano e vi riducono a terroristi violenti e di parte…

…in un tempo in cui si sono messi sullo stesso piano la rivoluzione russa e l’oppressione fascista, con la solita orrenda semplificazione che porta ad accettare menzogne al posto della verità…

…in un tempo in cui il vostro martirio è equiparato alla morte di coloro che avevano aderito a ideologie violente, razziste, criminali…

…in un tempo in cui Franco, Mussolini e persino Hitler godono di rispetto e meritano impunite rievocazioni…

…in un tempo in cui si disprezza la lotta per la giustizia, per la libertà, per il rispetto dei diritti, per la salvaguardia della democrazia, per la difesa dei deboli…

Ma avendo letto la storia con passione, con onestà e discernimento, non posso, carissimi, che ricordavi con profondo amore e rispetto.

…perché la battaglia, anche armata, per liberare un popolo da un regime criminale è l’unica “guerra” che concepisco. É l’unica violenza che ha un senso. Di certo non quella contro nemici creati ad arte, per realizzare i progetti dei potenti…

…perchè la resistenza è prima di tutto “una qualità dell’anima”: nasce dalla consapevolezza che un uomo, per restare tale, non possa accettare le sopraffazioni del potere che, come un Moloch, sbrana chiunque gli si opponga…

…perché, guardando dove siamo finiti oggi, sulla soglia di una guerra nucleare, quasi travolti dalla distruzione del pianeta, in mano a pazzi inneggianti alla nazione, alla purezza del sangue, alla famiglia, ai confini chiusi, ai muri… al mitra esibito come uno scherzo… mi sento partecipe della vostra ribellione, vi sento vicini a me!

E dunque prego, perché rinasca in noi giovani quello spirito di lotta, quell’altruismo potente, quel coraggio civile che vi ha sorretto nei momenti della paura, dell’abbandono e della morte!

…prego perché non si debba giungere a tanto…

…prego perché sulla soglia del baratro, verso il quale ci spinge una follia collettiva… il ricordo delle vostre sofferenze, l’esempio delle vostre vite, del vostro martirio, ci trattenga, ci ispiri, ci dia forza e speranza.

…prego che non siate morti invano!

 

don Paolo Zambaldi