La Knvb approva la rimodulazione della paga alla Nazionale femminile da dopo il Mondiale. Per la Fifa le donne valgono solo il 13% dei maschi

 

Il Mondiale femminile è al calcio d’inizio e, come sappiamo, l’Italia a Francia 2019 ci sarà, una specie di «smacco» per la nazionale maschile che aveva fallito la qualificazione a Russia 2018 nonostante la polemica sulle differenze salariali e sul professionismo.

Chi probabilmente non avvertirà questa rivalsa, è invece l’Olanda. Le ragazze Orange, inserite nel Gruppo E con Nuova Zelanda, Camerun e Canada, hanno infatti già realizzato il loro primo gol. La Federcalcio olandese (Knvb) ha infatti annunciato mercoledì che, da dopo il Mondiale, lo stipendio delle calciatrici aumenterà progressivamente, fino a «raggiungere il livello della nazionale maschile nel periodo 2012-2023». Con due anni di ritardo, quindi,l’Olanda si mette sulla scia della Norvegia, il primo Paese ad avere avviato l’esperimento.

Questo perché la Knvb «vuole essere un esempio di sviluppo sociale sulla strada di un’equa valutazione di uomini e donne». Già da tempo in Olanda si è avviata una linea di professionalizzazione di ricerca di parità salariale e di trattamento (anche a livello di alloggio e di strutture) tra le squadre maschili e femminili.

Vivianne Miedema, in rappresentanza delle Leonesse, ha commentato: «Siamo molto soddisfatte con i nuovi accordi, è bello compiere insieme un grande passo in avanti verso l’equa valutazione. Inoltre, non è solo un buon riconoscimento per il nostro gruppo, ma speriamo che apra le porte alle future giocatrici Orange, proprio come le generazioni precedenti hanno spianato la strada a noi».

Knvb non ha voluto parlare di cifre e ha riconosciuto che comunque i giocatori e le unioni sindacali hanno preso atto della differenza delle retribuzioni, e dei premi, nelle competizioni di Fifa e Uefa (Francia 2019 avrà un montepremi di 30 milioni di dollari, il doppio rispetto all’edizione precedente, niente rispetto ai 400 milioni stanziati per Russia 2018: è il 13%), ma ha voluto rimarcarecon una nota «che questa differenza deve, almeno per noi, diminuire sempre più, e infine scomparire, se si vuole realizzare la parità tra uomini e donne».

 

Maria Strada, Corriere della Sera, 5 giugno 2019