Sergio Armanini (Lega) su Facebook: “I migranti affogano in mare a cento metri dalla Libia, che sfiga”. Felix von Wohlgemuth (Pro Eppan): “Post riprovevole”.

Dopo l’apertura della crisi di governo voluta da Matteo Salvini, per i leghisti l’evergreen per ri-capitalizzare il consenso passa attraverso il tifo preconcetto e settario anti-migranti. Puntare sull’usato sicuro, insomma. E sul piano locale ci pensa Sergio Armanini ad assolvere il compito. L’esponente del Carroccio, consigliere comunale a Merano, ha condiviso un lungo post su Facebook che riportiamo per intero:

“Quindi, riepilogando la faccenda dei profughi…Partono da casa perché c’è una qualche guerra che conoscono solo loro, attraversano il deserto senza nulla appresso, arrivano in Libia dove vengono tutti catturati dai cattivi libici che li rinchiudono nei loro lager e li torturano per anni. Ovviamente ci sono anche donne e bambini e anche loro hanno attraversato il deserto e sono stati torturati per anni. Poi però scappano in migliaia, perché ovviamente nel lager libico i torturatori si sono distratti. Si sono distratti talmente tanto che i migliaia che scappano hanno con loro lo smartphone da 800 euro sempre carico, perché la loro batteria si ricarica con il sole del deserto o forse con il ghibli che facendo girare una paletta eolica portatile produce una ricarica ecosostenibile.
Arrivano sulla spiaggia e, ovviamente, hanno in tasca quei 1500-2000 euro che gli esperti del PD dicono siano il prezzo da pagare agli scafisti. Li hanno perché a casa loro avevano tutti 2000 euro da investire e perché i torturatori libici si sono dimenticati di sequestrarli, impegnatissimi a vigilare affinché donne e bambini non scappassero dalle loro amate torture che durano anni.
Comunque salgono tutti sul barcone e, sfiga delle sfighe, alcuni di loro, dopo aver scampato la guerra, attraversato il deserto, subito anni di torture nei lager libici, affogano in mare a cento metri dalla Libia. Che sfiga.
Ecco che però arrivano in Italia, dove ci sono i razzisti e i fascisti che non li vogliono mantenere, ma per fortuna una luce in fondo al tunnel: arriva quello intelligente del PD che li guarda negli occhi e coglie le loro sofferenze.
La storia ha un lieto fine. Ma davvero siete convinti di poter prendere tutti gli italiani per il culo?”.

No, signor Sergio Armanini, oltre 700 persone annegate nel 2019 non sono una “sfiga”, ma una vergogna

Accanto alla classica claque di sostenitori, particolarmente indignato di fronte al post del leghista Armanini si è dimostrato al contrario Felix von Wohlgemuth, consigliere comunale ad Appiano nella lista Pro Eppan e candidato per i Verdi alle ultime elezioni provinciali.

“Sulla politica migratoria si può (e si dovrebbe) essere in disaccordo ma speravo che come europei ‘civilizzati’ avessimo quantomeno un consenso di base su una questione: ogni vita persa nel Mediterraneo è una di troppo, ogni morte è un segno del fallimento dei valori della comunità europea, ma ovviamente mi sbagliavo”.

E rivolgendosi all’avversario politico prosegue: “No, signor Sergio Armanini, oltre 700 persone annegate nel 2019 non sono una “sfiga”, ma una vergogna”. Von Wohlgemuth attacca il consigliere leghista per avere ridicolizzato “le sofferenze di queste vittime e delle loro famiglie”, messo in discussione “le lunghe torture nelle prigioni libiche”, senza smettere di “masticare gli stessi slogan vuoti del suo partito xenofobo. Che odio cieco, immune a qualsiasi argomentazione. O Lei non sa, e allora ciò è deplorevole – dice infine l’avvocato di Appiano alla controparte – o conosce la reale situazione, e allora è semplicemente riprovevole; e ancora vergognoso. Perciò si vergogni, Armanini”.

 

Sarah Franzosini, salto.bz, 26.08.2019