La Casa Bianca. La doppia strage in Ohio e Texas costringe il presidente a una parziale presa di distanza anche «contro il razzismo e l’intolleranza». Non è la prima volta che il tycoon si dice a favore di maggiori controlli, salvo poi mettere il veto sugli atti

 

Ci sono voluti due mass shooting nel giro della stessa giornata per far pronunciare a Trump delle parole di condanna verso il suprematismo bianco.

Non si erano ancora placati gli eventi di El Paso, alla frontiera tra Stati uniti e Messico, dove sono morte 20 persone (altre due delle 25 rimaste ferite sono decedute ieri), quando a Dayton, Ohio, il 24enne Connors Betts ha aperto il fuoco in un pub uccidendo 9 persone, tra cui sua sorella, ferendone altre 27. «Il killer è stato neutralizzato in meno di un minuto dalla polizia – ha dichiarato la sindaca della città, Nan Whaley – ma in quel breve tempo è riuscito a uccidere». Betts non avrebbe agito da solo e le forze di sicurezza starebbero cercando una seconda persona che avrebbe lasciato la zona a bordo di una jeep.

LE PRIME REAZIONI sono state, tra le file dei democratici, la richiesta di leggi e azioni volte a limitare la diffusione delle armi, nel Gop le teorie prevalenti, invece, sono state altre. Il leader di minoranza del partito repubblicano, Kevin McCarthy, ha dichiarato che le due recenti sparatorie di massa sono da attribuire, anche se parzialmente, alla diffusione dai videogiochi. In una intervista a Fox News, McCarthy ha affermato che i videogiochi che implicano armi da fuoco e sparatorie «de-umanizzano i giocatori singoli». «Ho sempre sentito che si tratta di un problema per le generazioni future. Quando guardi le foto di come è successo (un mass shooting), puoi vedere le stesse azioni dei videogiochi», ha aggiunto.

DURANTE LA CONFERENZA stampa di ieri, convocata da Trump proprio per commentare le stragi di El Paso e di Dayton, il tycoon per la prima volta ha condannato qualsiasi forma di «razzismo, intolleranza e suprematismo bianco», ma ha poi aggiunto che il problema non sono le armi in sé, ma «la malattia mentale e l’odio che hanno premuto il grilletto». «Abbiamo fatto molto più di molte altre amministrazioni – ha detto Trump rispondendo a un giornalista che gli chiedeva dei passi che vuole intraprendere per frenare questo problema – anche se forse c’è ancora da fare di più. Ma questo è anche un problema di malattia mentale. Se guardate a entrambi i casi, si tratta di malattia mentale. Queste persone sono molto, molto malate», e ha poi seguito la linea del suo partito parlando genericamente dei pericoli provenienti da Internet e dai videogiochi che incitano alla violenza.

Trump, per arginare la violenza in Usa, ha chiesto al dipartimento di Giustizia di introdurre la pena capitale per i reati riconducibili al razzismo, poi si è schierato contro la «glorificazione della violenza» e ha invocato una riforma del sistema sanitario nazionale per facilitare l’identificazione di soggetti «mentalmente disturbati». Il presidente non ha parlato espressamente di irrigidire le regole, piuttosto ha chiesto un controllo più accurato del background dei cittadini che richiedono il porto d’ armi. «Repubblicani e democratici devono trovare un accordo per rafforzare le verifiche preliminari», ha ripetuto Trump su Twitter, ma non è la prima volta che chiede pubblicamente delle misure per poi fare tutt’altro; azioni di questo genere Trump le aveva già invocate dopo la sparatoria nella scuola di Parkland, in Florida nel 2018, dove sono morte 17 persone, da allora, però ha minacciato di porre il suo veto a qualsiasi misura, promossa dai democratici, che andasse nella direzione di una regolamentazione delle armi.

SECONDO IL SINDACO di El Paso e candidato alla presidenza, Beto O’Rourke, in realtà Trump è la causa di questa proliferazione di violenza razzista negli Usa. «Basta collegare i puntini- ha affermato O’Rourke – (per vedere che Trump) non sta tollerando il razzismo ma lo sta promuovendo. Non sta tollerando la violenza, sta incitando alla violenza e al razzismo nel nostro Paese», ha detto e ha sottolineato come il linguaggio utilizzato nella lettera del killer di El Paso ricalchi le scelte di lessico del tycoon quando parla di «invasione ispanica del Texas».

TRUMP, INVECE, individua la causa degli attacchi al di fuori della Casa Bianca: «I media hanno una grande responsabilità per la vita e la sicurezza nel nostro Paese – ha scritto su Twitter- Le fake news contribuiscono notevolmente alla rabbia che si è accumulata nel corso di molti anni. La copertura delle notizie deve iniziare ad essere equa, equilibrata e imparziale, o questi terribili problemi non faranno che peggiorare», ha detto.