Francesco schiera la Chiesa sull’asse dell’ecologia integrale: tutela dell’ambiente e giustizia sociale. “Il fuoco appiccato da interessi non è quello del Vangelo”

Città del Vaticano, 6 ottobre 2019 – “Quante volte non c’è stata evangelizzazione, ma colonizzazione, la fede non offerta, ma imposta. Dio ci preservi dall’avidità dei nuovi colonialismi”. Ha il tono grave del mea culpa l’omelia di papa Francesco per la messa di apertura del Sinodo speciale dei vescovi sull’Amazzonia. Un’assise che nelle premesse  schiera la Chiesa sull’asse dell’ecologia integrale: tutela dell’ambiente e giustizia sociale.

Le preoccupazioni non mancano, da ultimo il dramma degli incendi che di recente hanno devastato il primo polmone verde della Terra. “Il fuoco appiccato da interessi, che distruggono territori, popoli e culture, come quello che recentemente ha devastato l’Amazzonia, non è quello del Vangelo”, avverte il Papa. Il fuoco di Dio “è calore che attira e raccoglie in unità, si alimenta con la condivisione, non con i guadagni. Il fuoco divoratore, invece, divampa quando si vogliono portare avanti solo le proprie idee, fare il proprio gruppo, bruciare le diversità per omologare tutti e tutto”.

Dall’altare centrale Bergoglio guarda fisso negli occhi i 185 padri sinodali che da domani inizieranno il dibattito per un annuncio del Vangelo che sia davvero inculturato nel contesto indigeno. A loro indirizza l’omelia, ai fratelli nell’episcopato chiede di rinnovare “il dono” della consacrazione episcopale per essere davvero “servi inutili”, che cioè non cerchino “profitti, guadagni personali”. Sa che non tutti gli alti prelati, specie in Curia romana, credono pienamente nella Chiesa dal volto indios, auspicata dal relatore generale dell’assise, il cardinale Claudio Hummes, anche oggi elogiato pubblicamente dal Pontefice durante la messa. Alcuni sono dichiaratamente contrari, altri scettici.

Bergoglio è conscio che in Aula ci sarà battaglia sulla proposta, contenuta nella bozza di lavoro, di ordinare preti uomini sposati (viri probati) nel continente amazzonico, cosí come sull’ipotesi di affidare alle donne ministeri ufficiali (lettorato e accolitato, probabilmente). Eppure, anche all’inizio di questa assemblea di vescovi come per gli altri sinodi, ai padri chiede di andare avanti, di abbandonare “una pastorale di mantenimento”, quella che parafrasa con l’espressione immediata di “logica del sempre si è fatto cosí”.  Piuttosto va seguita la virtü cristiana della “prudenza audace” che, a dispetto di quanto si crede di soliti, ammonisce, “non va confusa con la timidezza o con la paura di sbagliare”. Significa, invece, discernernimento “sensibile alla novità dello Spirito”.

La situazione in Amazzonia necessita di risposte urgenti. Tangibili. “Tanti fratelli e sorelle in Amazzonia – chiosa il Papa – portano croci pesanti e attendono la consolazione della Chiesa”.

 

Giovanni Panettiere, quotidiano.net, 6 ottobre 2019