AGLI AMICI DELLE COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE ITALIANE

Carissimi, mi dispiace non essere con voi a ragionare “oggi” su una tematica così importante e sempre più bisognosa di rivisitazione. E’ percepibile il pericolo che la Costituzione e il valore del Parlamento siano insidiate in forme subdole e disorientanti che intaccano la fragilità dei cittadini. Lascia sgomenti il fatto che i fenomeni che assumono forma particolare in Italia sono in atto in Europa e non solo. Che le democrazie siano in crisi lo denuncia la Gran Bretagna che, pur avendola tenuta a battesimo, la sta perdendo di vista in forma perfino ridicola. L’Italia è uno dei paesi più ricchi del mondo – il settimo degli industrializzati – la cui ricchezza è tutta privata, mentre lo Stato è povero perché non si pagano le tasse e si procede sempre a carico del debito, di cui i cittadini hanno sulle spalle 38.400 euro a testa (per il servizio del debito paghiamo ognuno 1.000 euro all’anno). Non è fenomeno nuovo e disgraziatamente dal tempo dei governi democristiani siamo abituati all’assistenzialismo, poco a valorizzare i diritti. Lo Stato per questo diventa il nemico e l’espressione di Einaudi sulla necessità di “fugare dal cuore dell’uomo l’idolo immondo dello Stato sovrano” viene condivisa senza l’aggettivo che varrebbe a sconfiggere sovranismi e nazionalismi. Purtroppo risultiamo vulnerabili anche davanti alle nuove tecnologie e la politica è guidata dai media e dai social; e lo spirito della Costituzione ignorato. Spirito accantonato con la riduzione dei membri dei parlamentari – incredibilmente “per risparmiare” – che, nell’ipotesi già espressa da membri del governo di imporre il vincolo di mandato, renderebbe inutile il Parlamento e i diritti della rappresentanza, in assenza di un articolo costituzionale a tutela delle minoranze.

Non faccio menzione del degrado del costume, della violenza che intacca anche il mondo dei giovani, l’antisemitismo, l’odio abbondantemente denunciati senza grande effetto. Vorrei, invece, sottolineare la crescita dell’opposizione alla linea di papa Francesco, speculare a quella della politica civile. Poiché le tradizioni hanno mantenuto il potere del “sacro” lasciando la gente senza consapevolezza profonda del fatto religioso, l’eredità del Vaticano II raccolta da Francesco si rivela minoritaria di fronte all’esodo dei secolarizzati e all’abitudine delle pratiche tradizionali.

La certezza di saper leggere, anche soggettivamente e anche criticamente sia la Costituzione che il Vangelo deve abbandonare la via facile delle proteste, per mantenere in primo piano lo studio, l’informazione e la ricerca di tutte le vie usate di comunicazione con gli altri per difendere realmente, nelle nuove condizioni, sia la democrazia che il concilio. Si rinnova la necessità di dare forza ai principi affrontando i più complessi dei problemi, quelli della pace e della salvaguardia dell’ambiente. Per ri-sensibilizzare coscienze diventate smarrite e subalterne è necessario partire dalla prevenzione graduale e settoriale dei conflitti prima che deflagrino in guerre e prima che la crisi ambientale respinga i sacrifici imposti da cambiamenti ineludibili: probabilmente si dovrà rinunciare alle vacanze se si deve ristrutturare il tetto al solare e i ragazzi dei cortei per la maturità non avranno diritto alla macchina, solo bicicletta e treni.

Il mondo affronta una trasformazione che da decenni definiamo epochè, ma per ora è solo crisi, parola non solo negativa. Potrà derivarne un nuovo Rinascimento solo se attraverseremo il guado fangoso di questi anni non solo con fiducia (umana e divina), ma con studio e iniziativa, con impegno e disponibilità agli imprevisti.

UN CIAO AFFETTUOSO A TUTTI: non solo buon lavoro

Giancarla