Il Natale, per essere compreso va, innanzitutto, accolto nel silenzio.

È chiaro che questa festa non si fa con la lieta attesa, coi doni, con l’intimità familiare e tutte le altre consuetudini di un tempo che tuttavia vengono tramandate con un bonario scetticismo. “Sì è sempre fatto così! …che bei ricordi…”.

Che c’è al di là di tutto questo? Siamo disposti ad accogliere il Cristo (che è già venuto ma che continuamente viene per noi) in tutta la sua verità? Siamo consapevoli che il senso del Natale è il cambiamento, la conversione, l’uscire dall’egoismo, dalla violenza, dallo spreco perpetrato dalla nostra società dei consumi a danno dei più poveri? Siamo consapevoli che tutto è ridotto a mercato anche i simboli sacri della festa e che Cristo è diventato una cosa innocua, che non fa male e non disturba più nessuno?

 

Perciò preparati, formula un proposito serio, una meta che ti faccia crescere.

 

Poi abbi il coraggio di restare un po’ solo con te stesso, in silenzio.

 

Se ci riuscirai, potrai sperare di donare a coloro che ami un “cuore natalizio”, ossia un cuore mite, paziente, delicato, pronto a tutto…
Questo è il vero dono da mettere sotto l’albero, se non vuoi correre il rischio che tutti gli altri si riducano a spese inutili, che si potrebbero anche rimandare ad altri tempi.
Se avrai il coraggio di resistere in questo silenzio, intuirai che Dio è ben altro che una semplice aggiunta a quelle cose con cui abbiamo solitamente a che fare.

 

Natale infatti è mistero di silenzio

 

“Mentre un quieto silenzio avvolgeva tutte le cose

 

e la notte era a metà del suo corso,

 

la tua Parola onnipotente dal cielo, (…)”.

 

È il testo del libro della Sapienza (18, 14) nel quale la tradizione ha fissato il tempo della nascita del Salvatore. La notte è quella dell’oscurità del peccato e del silenzio di Dio.

 

Il temine “silenzio” dunque è denso di significato:

 

– il silenzio prima di tutto è del Dio-amore infinito. Quando l’amore intenso non si esprime a parole, il silenzio stesso è la parola più efficace. Ma Dio ha rotto quel silenzio con la parola e poi questa Parola si è fatta carne. È il Natale di Gesù!

 

-poi c’è il silenzio di Dio, quando l’uomo non lo accoglie.

 

-c’è anche il silenzio di Dio che mette alla prova la fedeltà e l’amore della sua creatura. È la notte oscura che purifica i santi.

 

-infine c’è il silenzio dell’uomo quando vuole superare l’usura di una vita stressante, per stare solo con se stesso e con Dio.

 

Il silenzio dunque è un grande maestro. Sempre, ma soprattutto oggi per noi che viviamo nel frastuono del consumismo, dei mercatini, delle feste, della politica, del divertimento …
don Paolo Zambaldi