Ringrazio ancora l’amica Lucia per le preghiere che condivide con noi ogni settimana:

 

Signore, tu ci hai posti nella bellezza del tuo creato e ci hai dato tutto ciò di cui avevamo bisogno. Noi, con le nostre superbia e autosufficienza abbiamo sciupato i tuoi doni. Fa che questo inizio di Quaresima ci trovi con il cuore aperto, disposto alla preghiera, al digiuno e alla condivisione per poter ritrovare la verità e la bellezza della nostra dignità, di tutte le tue creature e del creato;

Per la povera, martoriata Siria e per 1,5 milioni di siriani. Mamme e papà che, con i loro bambini in braccio, cercano riparo mentre intorno continuano a cadere le bombe. La comunità internazionale si fermi e si interroghi sulla sofferenza dei popoli tenuti in ostaggio da governanti insensati succubi dei produttori e dei mercanti di armi;

Signore, un essere piccolissimo ha rovesciato sulla terra una paura più devastante di 10 guerre. Mentre ti raccomandiamo le persone colpite, quelli che sono morti, i medici e tutto il personale sanitario impegnato ad arginare questa influenza, ti chiediamo umilmente, fa che le ristrettezze di questi giorni si trasformino in scelte di prudenza, di sobrietà, di pazienza, di rispetto e di considerazione per tutti e tutte;

Per tutti gli uomini e le donne carcerati che vivono con grande preoccupazione in una condizione che è già di isolamento. Affinchè i responsabili predispongano tutto il possibile per rassicurarli sulla salute dei loro familiari all’esterno;

Signore, nel nostro paese 400.000 fra uomini e donne – soprattutto stranieri – per accedere a un posto di lavoro devono adattarsi a condizioni di schiavitù; la maggior parte di loro non ha accesso a servizi igienici e all’ acqua corrente e presenta malattie non presenti all’inizio dell’attività lavorativa nelle nostre aziende agricole. Affinchè la nostra società che si dice cristiana e orientata alla giustizia e al bene comune riconosca e difenda il valore del lavoro come bene di tutti per poter sviluppare la propria personale dignità;

Per noi e le nostre comunità. Perchè permettiamo al Signore di stare accanto a noi e di accompagnarci nella nostra fatica di rientrare in noi stessi e di riconoscere il  nostro male per tornare a vivere la vita come un dono di speranza per tutti quelli che incontriamo;