Sta girando su Whatsapp (a me è arrivato) un audio in cui si dà appuntamento a partire dal 13-03-2020, sempre alle ore 21,00 per inginocchiarsi, “prostrati per terra”, a invocare il perdono di Dio “perché abbiamo commesso tutti i peccati del mondo”. Dobbiamo insistere finché Dio non si smuova o commuova dalla sua risoluta volontà di castigo. Dice l’audio che “una mistica” (chissà perché mai una “mastica”) ha ricevuto una rivelazione (e ci risiamo! anzi poteva mancare?) per garantire che la pandemia non è un virus normale, ma un “castigo di Dio” (e ti pareva che sto’ dio non aspettasse l’occasione per punire i comunistacci cinesi!), a causa di tutti i peccati che abbiamo commesso. Da quando non si sa. Da Adamo ed Eva, o da più recente? La rivelatrice non dice il “range di tempo”: una settimana, un mese, un anno, dieci secoli, un par di millenni. Tutto va nel calderone della rivelazione.

Siccome bisogna superare la crisi, l’antivirus è: dal 13 marzo tutti alle 21 della sera a prostrarsi nella nuda terra (mi raccomando, prima disinfettare bene con alcool (= spirito = spiritoso = precauzione pagana), in ginocchio. Come si può stare in ginocchio e prostrati allo stesso tempo? Ah, saperlo!

Non so cosa dire e nemmeno da dove cominciare perché di fronte a queste lussuriose e pornografiche malattie mentali non è possibile reagire con strumenti leciti e umani, ma solo con la disperazione della ragione che si deve rassegnare ad ascoltare atteggiamenti che avevano forse senso nella preistoria più buia, quando il Totem portato in processione, o i sacrifici sanguinari di animali dovevano placare l’ira degli dèi assetati di sangue, compreso il dio biblico, tra il 2° e il 1° millennio, dio vendicativo, dio degli orrori, dio delle stragi senza misericordia, dio senza dignità e senza onore. Dio da cancellare dalla faccia della terra perché indegno del cammino dell’umanità alla ricerca del proprio destino e del proprio senso.

Non dico che il concilio Vaticano II non sia mai arrivato da nessuna parte, ma affermo che Gesù di Nàzaret non è mai partito per la Palestina. Il suo vangelo è superfluo, se ancora siamo alle prese con una forma di religione basata su un dio che si diverte a colpire l’umanità perché forse si annoia a giocare col solitario. Mi chiedo come si possa arrivare a ciò, dopo due mila anni di “vangelo”, cioè “gioioso annunzio” che Dio è “Padre”, anzi “Padre e Madre”, siamo fermi al dio macellaio. “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece [– dice il Signore –] non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato” (Isaia 49,15-16).

Se Dio esiste ed è “Padre e Madre” come dice il profeta Isaia già nel secolo VI a.C., come è possibile pensare che possa organizzare la sua eternità a infettare la storia e il creato come antidoto alla sua solitudine? Ai cristianucci, impiegati terroristi dell’Isis cristiano, che non vedono che sventure e punizioni di dio, voglio dire che sono fuori della fede cristiana e cattolica, sono fermi alla paura che prende le forme della religione terro-ristica e che il loro dio è un dio aberrante, meritevole solo di disprezzo e repulsione come la peste. Non è il Dio di Gesù di Nàzaret. Nel seguente elenco di catastrofi umanitarie vi è lo zampino di quale dio? Lo dico da cristiano, da cattolico e da prete che, se c’è, Dio non può essere che “Persona seria” e mai burattinaio.

Nel 430 a.C. il tifo uccise un quarto degli abitanti di Atene. Fu il dio cattolico a massacrarli? Nel 165-180, il vaiolo, portato dall’esercito romano di ritorno dalle campagne orientali, ne uccise 5 milioni. Settant’anni dopo, la stessa epidemia di ritorno fece fuori 5mila romani per 15 anni (251-266). Anche qui fu il dio cristiano? Lo storico Procopio scrive che a partire dal 541 la peste bubbonica si diffuse dall’Egitto fino a Costantinopoli (Turchia), uccidendo metà abitanti della città al ritmo di 10mila al giorno. Alla fine, morì un quarto degli abitanti dell’area mediterranea. Fu la misericordia di Dio, pietosa e lenta all’ira a gestire il genocidio di massa?

Passarono 800 anni di letargo del dio truculento e assassino, che si risvegliò nel 1300 sempre con la peste bubbonica, detta nera, con cui “benedisse” Asia e Europa. Nel 1348 la colonia genovese di Caffa, odierna Feodòsia (Crimea) fu infestata dai Tartari che l’assediavano. Poi mercanti italiani portarono la peste in Sicilia e da qui si espanse in tutta Europa con un macello di 20 milioni di morti in sei anni. Grande sei dio, vai avanti così che arrivi a tombola! Nel 1489, durante l’assedio di Granada, gli eserciti cristiani (sic!) persero in battaglia 3mila soldati, ma 20mila per l’epidemia con grande soddisfazione del loro dio che contava i morti con scrupolosa soddisfazione, contento come una pasqua.

Poi seguirono le centinaia di epidemie di vario genere portate dagli invasori nel “Nuovo Mando”. Nei tempi moderni, colera, Ebola, Sars e altri ben di dio – tutti doni gratuiti – per cui spasimavamo, fino a al coronavirus (Covid-19) ciliegina di un dio inventato per fare terrorismo di massa. Un dio peggiore degli altri perché oggi non fa morire persone a milionate, ma si accontenta di farle soffrire, torturare, togliere il respiro con goduria incorporata, perché la sua natura sadica non si sazia se non della sofferenza dei suoi adepti, poco inclini a prostrazioni e penitenze. Un dio così, da prete cattolico e apostolico, ve lo regalo, ve lo lascio e non voglio avervi nulla da fare. “Vade retro”. Meglio solo che male accompagnato. Mi tengo Gesù che mi basta e avanza e ce n’è per i santi e i beati! E anche gratis che, in questi tempi, non guasta.

 

don Paolo Farinella, Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2020