Demetrio, Giovanni, Alessandro: se un lettore dei Fratelli Karamazov trovasse questi nomi al posto di Dimitri, Ivan, Alioscia, sobbalzerebbe. Tradurre nomi propri, compreso quello di Dio, è un’antica insistenza della Lingua sacra. Ma mentre Giacobbe in qualcosa discende da Ia’acòv, Dio è nome d’affezione con cui è stato del tutto ricoperto l’onomastico d’origine. Esso ha diverse forme, le più frequenti sono: Adonai che ricorre oltre 400 volte, Elohim oltre 2600 volte, e il tetragramma impronunciabile che alcuni leggono per congettura Iahvè, altri Geova, oltre 6000 volte. Le Bibbie risolvono questa terna con Dio, Signore, Onnipotente e predicati affini. Rinuncio per convinzione a manomettere questi nomi e titoli propri, lascio perciò Adonai ed Elohim integri nella loro lingua. Considero inviolabile il tetragramma vertice della solennità di una lingua e di un libro. Esso è composto da 4 lettere consonanti: la iod, la he, la vav e ancora la he. Gli ebrei nella lettura saltano questo nome e al suo posto leggono Adonai o Elohim secondo i casi, ricoprendo la venerata sequenza con uno dei titoli più ricorrenti.

 

Il segreto di quel nome è insoluto, ma si conoscono almeno le sue lettere se non le sue vocali. La sua iniziale è la iod e scelgo di nominare solo quella a sigla di un nome che si è conservato al riparo dalle voci. In questa traduzione di un libro della lingua sacra mancherà il nome Dio e ci sarà al suo posto la sicura iniziale del tetragramma: Iod. A nessuno sfugge che Iod, decima lettera dell’alfabeto ebraico, è l’anagramma di Dio. Offro volentieri il fianco alla battuta: dal tetragramma all’anagramma. Accetto Il castigo di derisione per fornire alla presenza più importante del libro una costola del suo nome autentico. Evito così di chiamarlo Dio, nome caro a noi ma sconosciuto al testo, nostra versione del Theos greco. L’anagramma Iod/ Dio, valido nella nostra lingua soltanto, non ha nessun intento sovvertitore, anzi è la riduzione al minimo termine comune tra i monoteismi nati dalla lingua sacra. Per caso la Iod è minima anche in senso grafico, essa è la più piccola lettera dell’alfabeto ebraico e si scrive come una virgola, non in basso al rigo ma a mezz’aria. I monoteismi hanno in comune almeno quella lieve iniziale, sospesa come un apostrofo. 

 

Per notizia: il tetragramma non compare nel primo capitolo del primo libro della Bibbia, quello della creazione del mondo. Tutti quei 6 giorni più il settimo del riposo Sono sotto l’azione del nome Elohim. Il tetragramma, d’ora in avanti Iod, compare solo nel secondo capitolo, in coppia con Elohim, nel gruppo di versi in cui è suscitata a vita la creatura umana. É Iod a inaugurare il tempo di Abramo sulla terra.

 

 
De Luca E, Esodo/Nomi. Traduzione a cura di Erri De Luca, Milano, Feltrinelli, 2009, pag. 10-11.