Negli ultimi giorni ha tenuto banco sulla stampa nazionale l’allontanamento di padre Enzo Bianchi dalla comunità di Bose.

Premetto subito di non avere una mia posizione al riguardo! Che tipo di “fondate” valutazioni si possono fare riguardo a un fatto, apparentemente sorprendente, ma totalmente avvolto nel mistero? Silenzio da Roma. Quasi silenzio da Bose. Tante congetture dei molti sostenitori di quell’esperienza. Un silenzio che, come sempre, concede spazio ad ogni ipotesi, presta il fianco a nemici e amici, eccita la voglia di giudizi, di condanne o di assoluzioni incondizionate.

Ma mi chiedo la tanto invocata (dal Vaticano) “trasparenza” la vogliamo applicare?

Tra le varie reazioni, più o meno accettabili, più o meno da dimostrare, vorrei metterne in evidenza una, per me, veramente incredibile. Quella di padre Sorge, gesuita acclamato e descritto come un uomo aperto e democratico. La segnalo perché rappresenta un vero e proprio oltraggio per qualsiasi credente adulto, mediamente intelligente, genuinamente convinto dell’importanza della propria coscienza. Eccola:

«A questo punto Enzo Bianchi deve accettare con amore la sofferenza della prova. La ribellione e la resistenza sarebbero un errore fatale perché in questi casi si accetta la croce anche senza capirne le ragioni»«Quando la Chiesa interviene, si bacia la mano della Chiesa che è la nostra madre e non ha nessun interesse di massacrare un figlio. Poi si vedranno i frutti, le botte prese sono l’autenticazione dell’opera di Dio. Ecco perché a Bianchi consiglio di fare le valigie subito e di andare dove lo mandano, e di farlo con gioia».

Sono parole che non avrei mai pensato di sentire: arroganti, oscurantiste, disumane. Credevo che fossero esternazioni di un vecchio segnato dall’età. Ero convinto che sarebbero state ignorate, sepolte velocemente sotto il tappeto. Invece sono riportate come un oracolo da Avvenire e dal sito di Vatican Insider. Dunque le si  ritiene accettabili e giuste.

Mi son fatto allora alcune domande:

Perché la resistenza e la ribellione sarebbero un errore fatale? In questo caso o sempre? Cosa sa Sorge, di Bose, per fare un’affermazione del genere? O da bravo gesuita vecchio stile, pensa che la resistenza all’ autorità sia di per se un fatto negativo?

Si può accettare la croce senza capirne le ragioni ? I martiri lo fecero? Quali? Gesù capì perfettamente il perché della sua croce. E la sua grandezza sta proprio in questo : pur avendo chiaramente capito che lo si voleva morto per la sua testimonianza di vita e pur non desiderando morire, lo accettò. Solo un animale va al sacrificio senza sapere perché. Un uomo no.

Si bacia la mano alla Chiesa? Quale mano? Quella del papa? Un’immagine che rievoca la nostalgia di antichi servilismi…

La Chiesa non ha interesse a massacrare i suoi figli? Purtroppo la Chiesa ha massacrato i suoi figli: i preti e i laici che non erano in linea con la dottrina, i molti profeti passati e recenti, i teologi della liberazione e i grandi teologi che volevano spingerla verso il Vangelo. Cattedre tolte, divieti di predicazione, ordinazioni revocate, emarginazione morale e fisica… La Chiesa ha avuto interesse a ferire i suoi figli quando essi son diventati profeti scomodi, annunciatori del Regno. L’elenco sarebbe lunghissimo e ben documentato.

Le botte prese sono l’autenticazione dell’opera di Dio? Ma Dio, come ce lo ha fatto conoscere Gesù, non è il Dio dell’amore, dell’inclusione, della relazione? O c’è in queste parole una giustificazione della violenza intesa come prevaricazione dell’individuo e della sua coscienza, come necessità di sacrificare il singolo per il bene più alto della Chiesa? Ma in nome del bene più alto della Chiesa non si sono giustificati negli anni fatti sconvolgenti?

Siamo oltre il caso Bose… O meglio si usa il caso Bose per ricordare che nulla la vertice mai cambia?

 

don Paolo Zambaldi