Il cuore non è in pace né in silenzio, il clamore risorto dalle mie labbra.
Sono triste, come un uccello in una gabbia, voglio gorgheggiare,
ma non c’è respiro..
Lontano il mio Iran infermo e malato
I suoi bambini periscono lentamente,
e io, afflitto per i miei cari….
Li vicino la mia Italia, come una madre
che aspetta il suo bambino, anche in lacrime e infranto, e io, che
mi sento male per i miei amici…
Una guerra sleale ingiusta e amara
Evangelizzatore dell’incubo della morte,
invece dei bellissimi sogni del nostro futuro.
Sulle spalle la bara dei nostri sogni
I nostri occhi stanchi di essere piovosi…
Ma…
Questa non è la fine.
E’ il punto di partenza della
Resistenza.
Dobbiamo resistere e combattere
Senza alcuna esitazione e paura.
Tutti insieme, uno accanto all’altro,
come la terza divisione di fanteria.
Allineati per rialzarci, per bonificare
la nostra terra,
per i bambini adorati di entrambi i
paesi,
Per ricantare i nostri canti insieme,
baciare di nuovo i nostri innamorati,
Per il futuro brillante di entrambi i
Paesi,
Per il mio glorioso Iran
Per la mia elegante Italia…

 

Nouri Arash

 

 

tratto da: Una voce da Palermo, Centro diaconale “La Noce”, Istituto valdese

http://www.lanoce.org/