La lettura delle preghiere dei fedeli che scrive l’amica Lucia è diventato poco alla volta un “appuntamento fisso” della domenica; anche oggi le condivido con voi e ringrazio ancora Lucia per il bel dono che ci fa ogni domenica:

 

Signore, senza la pioggia la terra inaridisce e mancherà il cibo da mangiare. Così il nostro cuore, diventerà arido senza la tua Parola. La certezza che Dio porterà a termine il suo progetto su di noi nutra sempre il nostro cuore e ci sia di conforto nei periodi di difficoltà;

Signore, la tua Parola non va d’accordo con questo mondo dove prevalgono l’economia e il profitto e, spesso, è una parola che ci mette a dura prova. Rimani con noi e aiutaci a fare come Maria che, pur non capendo, non ha fatto resistenza;

Signore, durante i mesi di confinamento moltissime famiglie hanno dato testimonianza di solidarietà e sostegno sia al loro interno che all’esterno. Affinchè il tema della famiglia come luogo produttore di risorse per tutta la collettività entri nella visuale di quelli che ci governano;

Per i nostri fratelli e sorelle del continente africano, soprattutto delle zone subsahariane dove si vive nella miseria, senza acqua e senza assistenza sanitaria e dove i conflitti armati – causa di grandi spostamenti umani – complicano il contenimento del Covid 19;

Per molti milioni di bambine e bambini la crisi causata dal corona virus ha il volto della fame, dello sfruttamento e della fine di ogni speranza di opportunità educative. Affinchè i governi nazionali e la comunità internazionale, nei loro programmi di aiuto per l’epidemia, diano priorità alle necessità dei bambini delle fasce di popolazione più svantaggiate;

Il 9 luglio di 30 anni fa il nostro Parlamento ha approvato la legge n. 185 sul controllo, l’importazione, l’esportazione e il transito dei materiali bellici verso paesi in guerra; con l’impegno del governo di assecondare con misure appropriate la graduale conversione ai fini civili delle industrie militari. Affinchè si torni a riflettere seriamente su questa legge e sul concetto di difesa dello stato;

Per noi e le nostre comunità, l’ascolto della tua parola, Signore, ci renda non giudicanti e misericordiosi verso tutti quelli che tu vorrai farci incontrare;

 

 

Aggiuta da don Paolo, alla luce dei gravi fatti e delle piazze fasciste e omofobe dell’11 luglio:

 

Signore, ancora nel 2020, si sentono discorsi che fomentano l’odio, la discriminazione, il pregiudizio verso chi è omo/bisessuale, transessuale o semplicemente non “allineato”… e lo si fa purtroppo usando, ancora una volta, in modo perverso la tua Parola…

Nel libro del profeta Isaia è scritto: “Non temere perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni, sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno e io ti amo” (Isaia 43,1.4)

L’invito a “non temere” lo troviamo tantissime volte nelle Scritture… Perché è la paura dell’”altro”, il pregiudizio verso chi è diverso da noi, che tante volte ci “frega” e appesantisce il nostro cammino di vita e di fede. Ma Tu Signore ci chiami sempre per nome, ci avvolgi con il tuo amore e tutti ci sentiamo preziosi ai tuoi occhi.

Ci chiami per nome e ci ami come un genitore con i figli, per ricordarci che siamo tutti fratelli e sorelle in cammino, qualsiasi sia la nostra provenienza, il colore della nostra pelle, la nostra lingua ed il nostro orientamento sessuale.

Aiutaci Signore a non dimenticarlo mai!

Per questo noi ti preghiamo;