La lettura delle preghiere dei fedeli che scrive l’amica Lucia è diventato poco alla volta un “appuntamento fisso” della domenica; anche oggi le condivido con voi e ringrazio ancora Lucia per il bel dono che ci fa ogni domenica:

 

In questi giorni è ricorso il 60° anno di indipendenza della Repubblica democratica del Congo. Paese ricchissimo di materie prime, soprattutto di coltan indispensabile per le batterie delle auto e dei cellulari; un paese devastato da una guerra civile che dura da più di 20 anni, dall’epidemia di Ebola e, infine, dal Covid 19. Un paese dove l’80% della popolazione sopravvive in povertà assoluta. Affinchè la comunità internazionale riconosca il giusto prezzo delle materie prime prelevate da questa terra e del lavoro di chi le estrae, riportando un po’di giustizia nel paese;

Per le donne, gli uomini e i bambini palestinesi. Affinchè il loro diritto di vivere in uno stato non venga continuamente calpestato e la comunità internazionale, soprattutto l’Europa, si faccia garante di questo diritto;

Per i governanti delle nazioni alle prese con una crisi economica mondiale. Affinchè nei progetti di ripresa non si riparta da dove il Covid 19 ci ha fermati, ma si cerchi di affrontare questa crisi con fantasia creativa per combattere la cultura dello scarto umano tenendo sempre al centro la persona con la sua dignità; si promuova un’economia dell’onestà e della collaborazione;

Per i 180 migranti in mare da 8 giorni e che nessuno vuole. I paesi europei e l’isola di Malta vengano a un accordo di accoglienza, cura e prevenzione dell’epidemia di Covid 19 e che metta fine alle sofferenze di queste creature in fuga da fame, guerra, torture;

Per i genitori che, mossi da un sentimento di  rabbia profonda e feroce e ripicca verso l’altro coniuge, uccidono i propri figli. Affinchè vengano investite maggiori risorse economiche nella ricerca e nei presidi psichiatrici del territorio per renderli capaci di captare in anticipo il disagio psichico di molti uomini e donne;

Venderdì 3 luglio sono ricorsi 25 anni dalla morte del nostro concittadino Alexander Langer, uomo mite che sognava in grande e che ha speso tutta la propria vita cercando di far dialogare popoli in guerra fra loro, ma che sognava anche una vera convivenza fra i gruppi etnici in Alto Adige. Per lui ogni porta andava aperta, ogni persona andava ascoltata. Oggi, più che mai, è necessario fare nostro il suo sogno;

Per noi e le nostre comunità. Signore fa di noi persone miti poichè i miti erediteranno la terra, non soltanto i campi da coltivare, ma la terra dei viventi, la terra della vita;

 

 

Pensieri di Alex Langer 

(da “Offenes Wortes”, novembre 1961)

“Vorremmo esistere per tutti, essere di aiuto a tutti ed entrare in contatto con tutti. Il nostro aiuto è aperto a tutti, così come per tutti vale la nostra preghiera.

Venite a noi e vi aiuteremo con tutte le nostre forze… Venite a noi con fiducia, portandovi appresso tutti i vostri problemi, quali che essi siano.”