Don Renato Sacco, coordinatore nazionale, chiede l’intervento della Conferenza episcopale italiana

 

«Le tragiche immagini di ieri di Beirut sono drammaticamente evocative di quello che potrebbe essere uno scoppio nucleare che avrebbe dimensione infinitamente più grande con una portata di morte distruzione inimmaginabile. Anche per questo è necessario che il Governo italiano aderisca al trattato sul bando totale delle armi nucleari, approvato all’Onu il 7 luglio 2017». Don Renato Sacco, prete della diocesi di Novara, coordinatore nazionale di Pax Christi, rilancia – il giorno dopo la catastrofica esplosione in Libano e alla vigilia del 75 anniversario delle bombe di Hiroshima e Nagasaki – l’appello alla Conferenza episcopale italiana «perchè chieda al Governo di firmare il trattato, che peraltro il Vaticano ha ratificato da tempo». «E’ grave – sottolinea don Sacco – che nelle basi militari in Europa siano presenti decine di ordigni nucleari. L’adesione al Trattato da parte del governo italiano è un passo indispensabile per la pace e per guardare al futuro con speranza. Altrimenti il frutto della guerra lo abbiamo già visto».

 

La Stampa,