A cinque anni dalla scomparsa del grande biblista esce un libro che, ripubblicando suoi articoli e saggi già apparsi negli anni, documenta il suo impegno esegetico e offre chiavi di lettura per affrontare con ardimento temi scottanti, come quello dell’autorità nella Chiesa, sempre ripensata alla luce dell’Evangelo.

Rivolgere, a cinque anni dalla sua scomparsa, un sentitissimo “grazie” a Ortensio da Spinetoli, per la sua vita e la sua opera teologica, non è parlare di ieri, ma di oggi, perché i problemi biblici ed esegetici da lui affrontati sono più vivi che mai, e le risposte che lui ha cercato di dare ad essi rappresentano, secondo me, un punto di riferimento autorevole e chiarificatore che ha pochissimi eguali, almeno in Italia.

L’uscita del libro, La prepotenza delle religioni [chiarelettere, 2020, pagine 104, euro 12,00], dà l’occasione per spiegare, a chi ci legge, e se raramente ha sentito il suo nome, le ragioni del mio apprezzamento per lui.

Essendo qualche anno che non lo incontravo, all’inizio della primavera del 2015 avevo contattato suoi conoscenti per fissare un incontro, di lì a pochi giorni, presso la famiglia di Fernanda Galluzzo a Recanati dove da tempo viveva. Tutto stabilito ma, purtroppo, lui morì il 31 di marzo di quell’anno…

Scompariva così una personalità di primo piano della Chiesa italiana – tale “ovviamente” non considerata né dalla ufficialità cattolica né dalla intellighentzia nostrana; ma, ritengo, lo era. Nato nel 1925 a Spinetoli (AP), fattosi frate cappuccino, studi di teologia a Friburgo, Innsbruck, Gerusalemme e Roma; poi docente alla Pontificia Università Antonianum, per le sue idee innovatrici sarà “richiamato” dal fu Sant’Uffizio e infine sarà rimosso dall’insegnamento e allontanato dal suo stesso Ordine.

Però lui, umile e tenace, mansueto ma battagliero, continuerà a interpretare la Bibbia così come le sue profonde conoscenze e la sua limpidezza di coscienza gli suggerivano.

Chi abbia letto anche uno solo dei suoi libri – La conversione della Chiesa (1975); La prepotenza delle religioni (1994); Bibbia e catechismo (1999); Io credo. Dire la fede adulta (2012); Introduzione ai Vangeli dell’infanzia (1967; ristampa 2018); e tanti altri – comprende quello che dico. Chi invece non l’ha mai conosciuto, leggendo La prepotenza… “scoprirà” Ortensio. Si tratta non di un’opera sua, ma postuma: una cernita di suoi saggi ed articoli a suo tempo già pubblicati su varie riviste, più un’intervista dove egli racconta il senso del suo approccio alla Bibbia. Il lavoro di ricerca è stato compiuto, con amorevole cura, da Gianfranco Cortinovis, Giovanni A. Fava e Nicoletta Sonino, persone che gli sono state particolarmente vicine e amiche negli ultimi suoi anni di “esiliato”.

Senza qui poter approfondire il pensiero scientifico di Ortensio, bastino un paio di citazioni dal libro per valutarne il peso. A proposito dell’autorità nella Chiesa: «C’è stata un’evoluzione della proposta originaria, e nessuno può dire che sia in partenza illegittima. Più persone che si trovano a vivere insieme hanno necessariamente bisogno di organizzazione, solo che questa non può travisare le intenzioni del fondatore. La Chiesa degli anni 30-60 [del I secolo] non è acefala, perché guidata dallo Spirito di Dio; la Chiesa degli anni 70-90 è gerarchico-monarchica, con i poteri decisionali, persino coercitivi, nelle mani di alcuni o di qualcuno. È una evoluzione, ma anche una non piccola involuzione. Il comando “Nessuno si faccia chiamare maestro, capo, guida” [Matteo 23, 8-10] è stato trasgredito e pian piano verrà rovesciato il fondamento stesso della comunità cristiana» [pag. 38].

E ancora: «Attraverso la Bibbia si ha l’incontro con la testimonianza di Gesù Cristo, la provocazione più sconvolgente che la storia registri. Il Vangelo non è un libro devozionale, ma rivoluzionario. Se lo si prende sul serio non si può rimanere a dormire nelle chiese o nei conventi, ma si diventa perturbatori dell’ordine ingiustamente costituito›› [p. 88]

Scrive nella prefazione Alberto Maggi, dell’Ordine dei servi di Maria, biblista: «Tutta la ricerca scientifica di Ortensio è orientata a saper discernere del testo sacro quel che è la parola di Dio e quella che è la sua interpretazione da parte degli uomini. Per questo, leggendo gli scritti di Ortensio, si può rimanere sconcertati dalla sua spregiudicatezza, dal suo atteggiamento di completa libertà creativa nei confronti del testo. ln questo, il grande biblista e uomo di fede si è sentito autorizzato dalla straordinaria esperienza delle prime comunità cristiane che, coscienti di dover trasmettere un messaggio che comunica vita, non hanno voluto tramandare un testo definitivo e immutabile dell’insegnamento del Signore, un testo “sacro” e pertanto inviolabile, ma quello che per almeno i primi quattro secoli del Cristianesimo è stato considerato un testo vivente».

Ortensio da Spinetoli

LA PREPOTENZA DELLE RELIGIONI

Chiarelettere, 2020 – Euro 12

Luigi Sandri, Confronti, giugno 2020