Il presidente della DBK (Conferenza episcopale tedesca) mons. Georg Bätzing sottolinea come ci siano cambiamenti urgenti da attuare nella Chiesa cattolica. Ad esempio, che il divieto di ordinare donne come diaconi e preti stia diventando sempre meno convincente. Il vescovo auspica anche una modifica importante per il catechismo.

Secondo il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo Georg Bätzing, diventa sempre più difficile giustificare il divieto di accesso delle donne al diaconato e al sacerdozio nella Chiesa cattolica. “Onestamente le argomentazioni della Chiesa sul perché l’ordinazione può essere concessa solo agli uomini devono essere ridiscusse”, ha detto Bätzing in un’intervista alla “Herder Korrespondenz” (numero di gennaio): “Ma devo dire con altrettanta onestà che queste argomentazioni sono sempre meno convincenti e che ci sono ormai argomenti, ben elaborati ed approfonditi dalla ricerca teologica, che parlano a favore di un’apertura di questi ministeri anche per le donne”.

Bätzing ha più volte menzionato il diaconato anche per le donne come primo passo verso l’ordinazione sacerdotale ed episcopale. Il vescovo vede in questo percorso ancora notevole “spazio di manovra”.“Per quanto riguarda il ministero sacerdotale, i papi fin dai tempi di Giovanni Paolo II hanno detto all’unisono che questa domanda ha già avuto risposta e la questione è chiusa – eppure essa è ancora sul tavolo!”. Papa Giovanni Paolo II. (1978-2005) aveva dichiarato nel 1994 che la Chiesa non aveva “alcuna autorità” per ordinare le donne. Per completare il quadro, il papa polacco, aveva sottolineato “che tutti i fedeli della Chiesa devono attenersi a questa decisione che è definitiva”. Come giustificazione, tra l’altro, è stato più volte citato il fatto che Gesù ha chiamato solo uomini per essere apostoli.

Bätzing favorevole ad un cambiamento del Catechismo

Nella sua intervista alla “Herder Korrespondenz”, Bätzing si è espresso a favore di profondi cambiamenti nella Chiesa cattolica. Tra le altre cose, il vescovo ha suggerito un cambiamento nelle regole del catechismo per quanto riguarda le coppie che non possono sposarsi in chiesa. Per le persone che chiedono la benedizione di Dio, c’è bisogno di “soluzioni che non si applichino solo in privato, ma che abbiano anche una visibilità pubblica – e che rendano anche chiaro che non si sta istituendo alcuna nuova forma di matrimonio”, ha risposto il vescovo alla domanda sulla benedizione per le coppie omosessuali. Bätzing crede che in questo campo si possano trovare forme liturgiche senza bisogno dell’approvazione di Roma. “Tuttavia sono sempre più convinto a livello personale, dopo un intenso confronto e dopo attenta valutazione, che dovremmo cambiare il Catechismo a questo proposito”, ha affermato Bätzing.

Il presidente della Conferenza episcopale ha anche difeso apertamente il documento “Insieme alla mensa del Signore – Prospettive ecumeniche nella celebrazione della Cena del Signore e dell’Eucaristia” elaborato dal Gruppo di lavoro ecumenico (ÖAK). Infatti il comitato del gruppo aveva presentato nel settembre dello scorso anno un appello molto sentito a favore dell’intercomunione tra cattolici e protestanti. Il documento è stato secondo Bätzing “un saggio passo avanti, presentato con buone argomentazioni”. Le critiche al documento dovevano essere accolte, valutate e ad esse bisognava, per quanto possibile, rispondere: “Questo è quello che sta avvenendo ora. Come Conferenza Episcopale, risponderemo alle richieste magisteriali della Congregazione per la Dottrina della Fede e incorporeremo le critiche nella nostra valutazione del documento ÖAK. Allo stesso tempo, il Gruppo di lavoro ecumenico stesso si occuperà delle contro-argomentazioni e troverà le risposte adeguate”.

Tuttavia, il vescovo ha espresso critiche sulla reazione della Congregazione per la Dottrina della Fede in questo contesto. Ad esempio una cosa che ha molto infastidito lui e il mondo cattolico tedesco sono state le tempistiche e le modalità. Bätzing ha affermato di essere stato non poco disturbato dal fatto che la lettera del prefetto con i commenti magisteriali fosse arrivata pochi giorni prima dell’inizio della sessione plenaria autunnale della Conferenza episcopale… anche se il processo di esame era già stato avviato il 20 maggio. Anche durante la sua visita inaugurale in Vaticano come presidente della DBK a giugno, nessuno dei cardinali coinvolti gli aveva detto “che è in corso una revisione del processo e che vorrebbero parlarne”, ha affermato il vescovo di Limburg. Bätzing ha sottolineato ulteriormente che il feedback della congregazione ha reso “troppo poco” omaggio allo sforzo ecumenico che stà dietro le deliberazioni dell’ÖAK. “Non è un tea party ecumenico, ma una cerchia di esperti che sono anche personalmente appassionati di ecumenismo. Ha in se qualcosa di cinico e irrispettoso dire semplicemente: “No, tutto questo non è possibile, andate avanti con il vostro lavoro”, ha sottolineato Bätzing.

Di fronte agli abusi nella Chiesa per la prima volta quando era giovane

Per quanto riguarda l’ulteriore rielaborazione dello scandalo degli abusi nella Chiesa, Bätzing ha difeso la critica sempre più chiara e dura verso vescovi ed ex-vescovi, in parte già deceduti. Si tratta di una rivalutazione che rappresenta la realtà, ha affermato. “Dobbiamo pretendere questo da noi stessi e anche dai nostri predecessori ancora in carica”, ha spiegato il presidente della DBK. Questo è un atto dovuto anche per le vittime, che dovranno convivere con ciò che hanno vissuto (anche quando i responsabili sono morti da tempo). Per quanto riguarda l’attuale generazione di vescovi, Bätzing ha fatto riferimento alle linee guida per la gestione degli abusi sessuali nella Chiesa, emanate per la prima volta nel 2002: “Se qualcuno è ancora in carica oggi e viene dimostrato che non ha agito secondo le linee guida, deve giustificarsi e trarne le dovute conseguenze”. Questo potrebbe anche includere le dimissioni, ha affermato il Presidente della congregazione episcopale.

Bätzing ha continuato dicendo che lui stesso, da giovane, ha dovuto confrontarsi per la prima volta con il problema degli abusi sessuali nella Chiesa. A quel tempo c’erano stati abusi da parte di un sacerdote nella sua città natale, questo era avvenuto tempo prima quando i suoi fratelli maggiori erano piccoli. Tutto ciò era accaduto esattamente “come purtroppo accade ancora oggi. Di nascosto, ma in qualche modo si sapeva. Nessuno ne parlava, ma era lì, presente come grave problema”. Il sacerdote è stato finalmente tolto dalla circolazione in modo confuso e silenzioso, e non più utilizzato come pastore. Lui, ha affermato Bätzing, e i suoi fratelli, “grazie a Dio”, non sono stati colpiti dall’abuso.

Berlino/Friburgo – 28.12.2020

(liberamente tradotto da don Paolo Zambaldi)

https://www.katholisch.de/artikel/28148-baetzing-argumente-gegen-priesterinnen-ueberzeugen-immer-weniger