Di fronte alle riforme necessarie che tardano ad arrivare la gran parte di fedeli, il “corpo della Chiesa”, sta scappando. Questa è la diagnosi del giurista specializzato in diritto canonico e difensore del vincolo, Martin Zumbült di Münster. Secondo lui una delle maggiori motivazioni per spiegare l’abbandono in massa, è che la dirigenza della Chiesa sente ancora il bisogno di discutere e invece che semplicemente accettate riforme come la predicazione dei laici. “Prendete sul serio le persone nella Chiesa”, dovrebbe essere il motto.

Purtroppo, le cifre dell’abbandono nella Chiesa in Germania dimostrano quanto poco “la Chiesa” abbia capito della gente. Nel frattempo, anche “i buoni” se ne vanno, i cattolici convinti e impegnati che sono stufi di essere costantemente bloccati e che tutto venga continuamente rimandato. “Maria 2.0” è coraggioso come movimento, ma per quanto tempo potranno sopportare i continui rifiuti? Sta scappando il “centro”, la gran parte dei fedeli attivi e partecipativi, il “grosso” della Chiesa.

L’arcivescovo Koch pensa che tutto questo sforzo e questa mobilitazione, forse, non valga più la pena. Il cardinale Marx vuole eliminare il divieto di predicazione per i laici. Il cardinale Woelki comunica con la “sua” gente di Chiesa solo attraverso gli avvocati, perché non vuole ammettere alcun errore.

Rinunciare non è un’opzione

Che senso ha ora un processo sinodale? Dobbiamo almeno tentare una riforma, rinunciare non è un’opzione! E in secondo luogo: A chi importa più di questo divieto circa la predicazione dei laici?

Non è una questione di cosmesi. Cari pastori, prendete nota della realtà! Prendete sul serio le persone nella Chiesa! La comunione per le coppie di diverse confessioni cristiane e per i divorziati e risposati, la predicazione dei laici (anche delle donne!) e le celebrazioni di benedizioni per le coppie dello stesso sesso. E poi l’abolizione del celibato obbligatorio e vedere finalmente preti con una vita di coppia, con o senza figli propri… tutte queste sono da tempo realtà sentite come normali, necessarie e ormai largamente accettate nelle nostre comunità cristiane.

Atti di generosa concessione e di condiscendenza… non funzionano più!

Una dottrina ufficiale che vede ancora la necessità di una discussione su questi temi, qui da noi in Germania, non può che sortire un solo effetto: allontanare più persone dalle nostre comunità.

Questo perché la nostra Chiesa continua a mostrarsi inadatta a vivere in armonia con una società democratica. Allo stesso tempo i nostri vescovi non devono lasciarsi turbare dai pochi ultra-conservatori, molto “rumorosi” ma totalmente insignificanti nei numeri.

Abbiate coraggio e almeno provateci! Non usate il potere per perseguire altri scopi che non rientrino nell’interesse delle comunità! Se un processo sinodale deve portare riforme con l’obiettivo di orientare, di rendere più credibile la sequela del Vangelo e mantenere viva la Chiesa, allora i nostri pastori devono prima valorizzare le realtà ecclesiali che sono pronte a partire… e non considerare tante realtà come scontate e pensare di risolvere tutto con atti di generosa concessione. La condiscendenza paternalistica, fortunatamente, non funziona più nella nostra Chiesa!

Martin Zumbült ha studiato teologia, giurisprudenza e diritto canonico e dal 2013 è giudice diocesano presso l’Ufficio Vescovile di Münster, nonché difensore del vincolo matrimoniale presso l’ufficio episcopale di Aquisgrana (Achen). In precedenza, è stato ricercatore presso l’Istituto di diritto canonico dell’Università di Münster per sette anni.

https://www.kirche-und-leben.de/artikel/liebe-bischoefe-nehmt-bitte-die-wirklichkeit-zur-kenntnis