Il parroco di Ahauser sul suo nuovo libro “Dalla magia al misticismo. Il cammino verso la libertà nella fede”.

Con posizioni decise ed incisive sulla Via sinodale e sul modo in cui la Chiesa gestisce il potere, come commentatore ospite di “Kirche-und-Leben.de” e come autore di numerosi libri, si è fatto da tempo un nome. É don Stefan Jürgens, parroco ad Ahaus e Alstätte-Ottenstein (distretto di Borken). Nelle prossime settimane apparirà sugli scaffali delle librerie il suo nuovo libro: “Dalla magia al misticismo. La via della libertà nella fede”. Il “perché” di questo libro e la sua importanza per il presente della Chiesa, ce lo spiega l’autore stesso nella nostra intervista:

Signor Jürgens, di cosa parla il suo nuovo libro?

La fede non è uno stato, ma un cammino. Ogni cristiano ha in questo il compito di crescere e maturare nella fede. Questo sviluppo va da una religiosità ingenua-magica a una fede illuminata-mistica.

Dove si percepisce la magia al posto della fede?

Ho avuto esperienza di persone, cristiani battezzati, che non sanno maturare nella fede, che sono rimasti fermi in una sorta di “perenne infanzia religiosa” per tutta la vita e quindi si aggrappano a idee magiche, per lo più generatrici di paure. Essi non hanno mai conosciuto la potenza liberatrice del Vangelo.

Perché le dà fastidio?

In 28 anni di pratica pastorale, ho notato che la religiosità di molte persone è segnata dalla magia e dalla paura. C’è poca crescita e maturazione, ma molta tradizione. Affermo di aver sempre predicato la buona novella, il Vangelo; eppure rilevo in molte persone un’insistenza su vecchie paure, un insieme confuso di nozioni infantili e ingenue sulla Bibbia, sui sacramenti e sulla Chiesa. Una gran parte dei cristiani, mi sembra, crede in un Dio che non esiste affatto. Chi si trova in questa prospettiva può facilmente confondere Dio con il potere dominante (laico o ecclesiastico); infatti questo atteggiamento è stato da tempo denunciato dai chi è critico nei confronti della religione. Questa immagine di Dio si presenta come una proiezione di un super-IO, che controlla e protegge, premia e punisce, maledice e benedice. Questa è probabilmente la ragione per cui, nel corso del tempo, molti cristiani hanno preferito sbarazzarsi della loro fede insieme ad una, spesso ambivalente, esperienza di Chiesa. Molti preferiscono andarsene o più semplicementes dimenticare, oppure sopprimono tutto consapevolmente. É ancora possibile parlare di un “Padre” di Gesù di Nazareth antropomorfizzandolo?

Cos’è allora il misticismo?

La magia è l’idea che tutto è collegato. Genera paura e superstizione. La mistica, invece, è coltivare una relazione personale con Dio. Questa, a differenza della prima, porta fiducia e libertà.

Perché oggi più che mai ne abbiamo bisogno?

La magia (anche quella cristianizzata) ha ancora vita facile, perché ogni essere umano è religioso per natura. La fede, però, rappresenta un momento di conversione e di sfida, perché per crescere e maturare ha bisogno non solo di sentimenti pii, ma di uno sforzo intellettuale. Essa necessita non solo della partecipazione a riti, ma di una riflessione critica su di essi. Psicologicamente parlando: non ci deve essere solo regressione, ma soprattutto crescita individuale. In realtà, tante persone sperano nel magico, perchè è facile; esse diventano mistiche solo quando si sforzano di avere una spiritualità vincolante, illuminata e pronta all’azione. È proprio nella lotta per la maturazione nella fede che le persone “gettano a mare” ogni pensiero infantile e scoprono un modo nuovo e maturo di affidarsi a Dio. La loro fede diventa allora sequela di Cristo; non possono più fare a meno di rispondere al suo amore e alla sua vicinanza a noi.

Perché questo libro proprio “ora”?

Il rapporto tra magia e mistica, è sempre stato uno dei temi importanti nella mia vita e per la mia fede. Nelle conferenze e nei ritiri l’ho affrontato più volte. La casa editrice Patmos mi ha proposto di farne un libro.

La Chiesa ribelle sta diventando più “pia”?

Non sono un ribelle nella Chiesa, ma un cristiano per il quale Gesù Cristo e il suo Vangelo sono il meglio che Dio e il mondo hanno da offrire. Tuttavia, se la Chiesa continua a resistere così ostinatamente ad ogni progetto di riforma, ostacolerà il Vangelo. Vorrei aggiungere che anche io sono una persona devota, decisamente sobria, ma per nulla bigotta. Tanti miei buoni amici mi dicono che sono “diversamente pio”. Mi piace.

Chi dovrebbe leggere il suo libro – e perché?

I cristiani che vogliono sviluppare la loro fede. Non è mai troppo tardi per questo. Ne sono convinto: Dio non vuole codardi infantili che obbediscono, tutti perfetti e impauriti: ma figlie e figli adulti che si sviluppano, e vanno verso una maggiore libertà e responsabilità. Umoni e donne sfidati quotidianamente a servire il prossimo e ad amare.

Intervista di Markus Nolte, Kirche+Leben, 4 febbraio 2021

https://www.kirche-und-leben.de/artikel/juergens-die-meisten-christen-glauben-an-einen-gott-den-es-nicht-gibt