Questa affermazione è bellissima e nella sua semplicità illumina il senso della presenza di Dio nella vita dell’uomo.
Quando un uomo e una donna si vogliono bene davvero, donandosi  e rispettandosi reciprocamente (al di là dei loro fallimenti), lì c’è Dio. 
Quando due persone dello stesso sesso si vogliono bene davvero, donandosi e rispettandosi a vicenda, lì c’è Dio.
Quando un uomo rispetta una donna e vede in lei una compagna con pari valore e dignità, lì c’è Dio.
Quando persone di fede diversa si riuniscono e pregano, si amano e si rispettano, lì c’è Dio.
Quando cristiani di diverse confessioni si accolgono superando secoli di divisioni, lì c’è Dio.
Quando si amano i poveri e si sta dalla loro parte difendendoli dall’ingiustizia, lì c’è Dio.
Quando insieme si lotta perché finiscano le guerre e la pace trionfi, lì c’è Dio.
Quando si consola un malato, si abbraccia un vecchio rimasto solo, si risolleva un uomo stremato dalla fatica di vivere, si accoglie un rifugiato…lì c’è Dio.
Quando viviamo l’amicizia con pazienza, tenerezza e gioia, lì c’è Dio.
Dio infatti non è qualcuno da cercare o immaginare lassù in cielo. Non parla come noi parliamo, né si chiude in un silenzio incomprensibile. Non è nemmeno nel tempio, né nei tabernacoli preziosi e nei calici dorati. Dio “è” nell’amore delle nostre relazioni. 

Dio è desiderio, tenerezza, accoglienza, solidarietà, mitezza, ascolto, reciprocità. Dio “è” nel volto dell’altro, quando lo guardiamo, amandolo.

don Paolo Zambaldi