La risposta del giusto, alle sofferenze che il mondo infligge, si chiama benedizione. Questa è stata la risposta di Dio al mondo che ha inchiodato Gesù alla croce: benedizione.

Dio non ricambia con la stessa moneta e, allora, neanche il giusto deve farlo. Non condannare, non maledire, ma benedire. Se non fosse così il mondo non avrebbe più speranza.

Dalla benedizione di Dio e del giusto il mondo riceve vita e ha un futuro. Benedire, cioè mettere la mano su qualcosa e dire: tu appartieni, nonostante tutto, a Dio. Così noi facciamo con quel mondo che infligge tali sofferenze. Noi non lo abbandoniamo, non lo rigettiamo, non lo disprezziamo, non lo malediciamo, ma lo invitiamo a venire verso Dio, gli diamo speranza, mettiamo la mano su di lui e diciamo: la benedizione di Dio venga su di te e ti rinnovi, sii benedetto tu, mondo creato da Dio, che appartieni al tuo Creatore e Salvatore.

Noi abbiamo ricevuto la benedizione di Dio nella gioia e nel dolore. Ma, chi è stato benedetto, non può fare altro che trasmettere questa benedizione; sì, egli deve essere, là dove si trova, una benedizione.

Il mondo può essere rinnovato solo dall’impossibile: questo impossibile è la benedizione di Dio.

8 giugno 1944

Dietrich Bonhoeffer

(pastore luterano impiccato a Flossenburg il 9 aprile 1945)