Un nuovo video, una dichiarazione dei gruppi giovanili italiani e un campo a Ecumene, tra le ultime iniziative dei metodisti italiani all’interno della campagna internazionale Climate Justice for All

La campagna “Climate Justice for All” (CJ4A), di cui abbiamo parlato più volte, ha lanciato il terzo cortometraggio, accompagnato dalle relative risorse liturgiche, incentrato sulle comunità in Zambia e la loro esperienza rispetto alla siccità e le inondazioni. La serie di video mensili racconta le storie di comunità metodiste nel mondo impegnate per la tutela del pianeta, e durerà fino a novembre quando si terrà la Cop26: è cominciata ad aprile con la Scozia e la Cop26, in maggio ha parlato delle Fiji e delle comunità del Pacifico toccate dall’innalzamento dei mari (qui il video).

La campagna promossa delle chiese metodiste invita le comunità in tutto il mondo a impegnarsi nella questione della crisi climatica e a dichiarare “crediamo nella giustizia climatica per tutte e tutti”. Per saperne di più sulla campagna, vedere il filmato e le risorse liturgiche.

Per l’Italia, l’iniziativa è promossa dall’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi) in collaborazione con la Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) nella persona della sua coordinatrice, Antonella Visintin, e dalla referente nazionale Irene Abra, che fa parte del gruppo internazionale di giovani coordinatori dell’iniziativa (gli altri provengono da Uruguay, Gran Bretagna, Zambia e Fiji).

In questi giorni, inoltre, il team italiano coordinato da Irene Abra, che in questi mesi si è impegnato a promuovere la campagna CJ4A nelle comunità, ha diffuso un messaggio contenente le riflessioni dei e delle giovani metodisti italiani da settembre 2020 a maggio 2021; un documento che raccoglie la testimonianza della loro consapevolezza e dell’impegno per contrastare la crisi climatica, a cui seguiranno altre dichiarazioni interdenominazionali ed ecumeniche intergenerazionali a settembre, in corrispondenza degli appuntamenti in vista della Cop26. Riportiamo il testo integrale al fondo di questo articolo.

Ricordiamo infine il seminario che si svolgerà dal 23 al 25 luglio al Centro Ecumene di Velletri (Rm), intitolato “Meglio salvaguardare la terra, che Noè è a corto di legna”, che tratterà dell’impegno delle chiese con la Cop26 come risposta alla chiamata della crisi climatica. Il campo fa parte del progetto metodista internazionale dei giovani in vista della Cop26 (Milano e Glasgow) ed è intergenerazionale. Si propone (si legge sulla brochure) «di stimolare una riflessione su uno dei più grandi drammi che affliggono il mondo: la crisi climatica. Sono tanti ed evidenti i segni che l’umanità ha lasciato: siccità, incendi e riscaldamento globale. Ma non è troppo tardi per vivere in un mondo equo e giusto… il cambiamento sei tu. Dove sei?». Per informazioni e iscrizioni: ecumene.velletri@gmail.com, tel. 06-9633947; www.centroecumene.it.

Messaggio dei giovani metodisti italiani

Le realtà del cambiamento climatico globale, derivanti dall’impatto delle attività umane accumulate, rendono il rinnovamento del modo di abitare la Terra un imperativo urgente.  I danni causati all’ambiente non possono essere affrontati in modo giusto, adeguato e duraturo senza l’attuazione di politiche di giustizia climatica. La sfida della cura dell’ambiente, nostro patrimonio comune, è un dovere collettivo e universale che appartiene a tutta l’umanità.

Giovani del VII Circuito (Veneto-Friuli Venezia Giulia)

L’ambiente che tanto amiamo è oggi in grave pericolo. L’uso eccessivo di sostanze tossiche, la deforestazione, l’inquinamento delle acque e molte altre attività dell’uomo rischiano di causare danni irreparabili. È necessario agire in fretta e con ogni mezzo per garantire a noi e alle generazioni future un ambiente più salubre.

Giovani del XIII Circuito (Campania)

NOI RITENIAMO CHE:

Richiedere giustizia in ambito climatico, significa riconoscere la determinante responsabilità umana rispetto all’accelerazione del cambiamento climatico. La giustizia climatica, la cui urgenza è documentata dai Rapporti dell’IPCC, già oggetto di attenzione da parte dell’ONU e dell’Unione Europea deve essere assunta con maggiore determinazione dalle politiche del nostro Paese e dai suoi cittadini/e.

Giovani del X-XI-XII Circuito (Liguria-Toscana-Lazio-Umbria-Marche-Abruzzo-Molise)

Dobbiamo capire che, come esseri umani, siamo stati creati non per essere negligenti e fare ciò che ci piace come se fossimo persone non aventi un comando a cui obbedire. Dio ha fatto tutte le cose buone e ce le ha date in custodia non per abusarne e distruggerle ma per mantenerle belle. “All’Eterno appartiene la terra e tutto ciò che è in essa, il mondo e i suoi abitanti” (Salmo 24, 1). Siamo  parte della comunità della creazione. “Dio il signore prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse lo custodisse” (Gen 2, 15).

Giovani  dell’VIII Circuito (Lombardia-Emilia Romagna)

NOI DENUNCIAMO CHE:

Nonostante le numerose battaglie, le numerose prove scientifiche a portata di mano, ancora oggi i Governi e le chiese non stanno affrontando il problema della crisi climatica come un’emergenza bensì come una eventualità tanto lontano. Questo porta quindi a non agire, e a non porsi obiettivi che di conseguenza rendono ancora più difficile il cammino per correggere i nostri fallimenti nel salvaguardare il pianeta.

Oggi si parla di giustizia climatica, ma quanto siamo disposti a raggiungerla se ancora oggi ci ritroviamo ad affrontare e risolvere le ingiustizie sociali ed economiche che sono legate ad essa? Come giovani metodisti crediamo e denunciamo che fino ad ora le azioni e le strategie adottate non sono abbastanza per raggiungere questi obiettivi. In quanto Paese con alte emissioni di gas serra abbiamo dobbiamo supportare coloro nel mondo che sono più vulnerabili a questa crisi.

Giovani dalla Sicilia

NOI CHIEDIAMO e CI IMPEGNIAMO CHE:

In questo cammino verso la COP26 e oltre tutte le chiese metodiste siano dapprima consapevoli di questo tema e si assumano l’impegno di renderlo parte integrante dell’attività delle chiese, e di non trattarlo solo in occasione di eventi, ma sempre, perché abbiamo bisogno di tutte le nostre forze per garantire un presente migliore e un futuro per le prossime generazioni.

Giovani del VI circuito (Piemonte-Lombardia)

Lottiamo e ci impegniamo per la giustizia climatica non solo per noi stessi/e, ma per le creazioni meravigliose di Dio e dell’umanità nella sua storia. Per esempio, l’equilibrio degli ecosistemi, che ci incanta, è una condizione per la sostenibilità, la sopravvivenza e la preservazione delle cose create. Noi ci battiamo perché ne va del futuro della vita sul  pianeta e del nostro domani, e perché abbiamo molto da perdere. Ricordiamo che siamo parte degli ecosistemi, responsabili della loro integrità e della distruzione della biodiversità.

Giovani del X-XI-XII Circuito (Liguria-Toscana-Lazio-Umbria-Marche-Abruzzo-Molise)

Abbiamo pensato ad alcune azioni che ognuno può intraprendere.

-rispettare tutto ciò che è stato donato dal Creato,

-ridurre i rifiuti, soprattutto la plastica

-partecipare attivamente a movimenti e associazioni impegnati sulle questioni ambientali, firmando petizioni e informandosi, intraprendendo un percorso per diventare eco-comunità

Giovani dal Lazio

Tutte le nostre azioni devono essere fatte nell’amore, “Tra voi si faccia ogni cosa con amore” (1 Cor 16, 14). Noi crediamo nella giustizia climatica per tutte e tutti. Come metodisti oggi, crediamo che l’amore di Dio si mostri attraverso le nostre azioni, e l’impegno a garantire che tutti possano vivere una vita piena e fiorente. Quando la crisi climatica è ingiusta e iniqua, impedendo alle persone di vivere una vita piena e fiorente, noi, metodisti, dobbiamo impegnarci in azioni che dimostrino che crediamo nell’amore e nella giustizia per tutte e tutti.

Giovani dell’VIII Circuito (Lombardia-Emilia Romagna)

17 giugno 2021

https://riforma.it/it/articolo/2021/06/17/giovani-attivi-la-giustizia-climatica