La Polonia sta assistendo a una crisi di fede? Sono sempre più numerosi i polacchi a richiedere l’apostasia, la rinuncia al proprio credo. La causa scatenante è stata la decisione da parte della Corte Costituzionale di limitare severamente il diritto all’aborto nel Paese, dove la legge era già molto restrittiva. Lo scorso 22 ottobre (2020) una serie di manifestazioni hanno travolto il Paese.

I manifestanti accusano la Chiesa di essere dietro questa restrizione. All’inizio di novembre è stato creato un gruppo Facebook chiamato “Apostasia 2020”, i cui membri si scambiano consigli e testimonianze in merito alla procedura da seguire. Attualmente ha superato i 10.000 membri.

Ma questa rabbia contro la Chiesa Cattolica risale a molto tempo addietro: “Ho sempre considerato la religione un qualcosa di profondamente intimo. In realtà mi sono accorta che non è poi così intimo, e che diventa un argomento per giustificare il coinvolgimento dell’istituzione cattolica in politica” afferma Marta, donna polacca di 33 anni che ha chiesto l’apostasia.

“La Chiesa dice ‘Partecipiamo perché il 93% dei polacchi è cattolico’. Non voglio far parte di queste statistiche. Questa apostasia è ovviamente simbolica, perché le mie tasse continueranno a finanziare la Chiesa Cattolica” continua Marta.

Molte sono le rimostranze rivolte all’episcopato polacco: la sua vicinanza al partito conservatore al potere Diritto e Giustizia, le dichiarazioni in merito alla comunità LGBT, alle donne e soprattutto ai casi di pedofilia. Tutte ragioni che spiegano la crisi di fiducia che sta attraversando la Chiesa Cattolica in Polonia.

Un interventismo nato dalla caduta del comunismo

Un recente sondaggio dimostra che attualmente solo il 9% dei giovani polacchi ha un’immagine positiva della Chiesa, e che ciò dipende anche da una questione di generazione: se da un lato ci sono i giovani, dall’altro ci sono coloro che hanno vissuto il periodo del comunismo, quando la Chiesa era un rifugio dal regime.

Infatti è stato con la caduta del comunismo che la Chiesa ha trovato la sua nuova identità nella società, spiega il sociologo delle religioni Marcin Zwierzdzyinski: “Le origini dell’impegno politico della Chiesa polacca risalgono agli anni Novanta. Dopo la caduta del comunismo, la Chiesa ha avuto grandi difficoltà a trovare il suo posto, in quanto la sua identità era stata costruita in opposizione al comunismo e la fede rappresentava un’alternativa per la popolazione. Oggi è molto difficile essere ancora un’alternativa”.

Articolo di Sarah Bakaloglou pubblicato sul sito dell’emittente France TV (Francia) il 15 dicembre 2020, liberamente tradotto da Alyssa Nocco