Quarta edizione bolzanina della Pastasciutta antifascista di Casa Cervi 2021 

25 luglio, ore 20.00

Bar Pippo 2000 Parco Petrarca Anfiteatro Arcobaleno

Il circolo culturale ANPI Franca “Anita” Turra Hans Egarter e ARCI, in collaborazione con Bar Pippo 2000, organizzano per il 25 luglio, data della caduta del Regime Fascista, presso l’Anfiteatro Arcobaleno del Parco Petrarca (Bar Pippo 2000), la tradizionale PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA DI CASA CERVI nel segno dell’attualità dell’Antifascismo e dei valori della Costituzione, per stare insieme bevendo e mangiando qualcosa con un “aperitivo” teatrale e poi tanta buona musica

Per rispetto delle norme anti COVID 19 è obbligatoria la prenotazione ENTRO Venerdi 23 luglio presso il Bar 2000:
– SMS o telefonando 3386247717 – 3381171702 – 3384653031
– Email anpi.altoadige@gmail.com

https://www.facebook.com/events/331717211913803


Menù Euro 20 (spaghetti, da bere, piatto misto e dolce)
E’ disponibile anche menù vegetariano da indicare espressamente nella prenotazione

Ore 18 CARA LIBERTA’
Spettacolo Associazione Culturale “Sagapò Teatro”: Storytelling, lettura e musica si incontrano in un percorso a ritroso nelle ombre della memoria. Una giovane donna in sella alla sua bicicletta cambierà la vita di tanti, influenzata dai racconti e dalle lettere di chi insieme e prima di lei ha combattuto per la Libertà. La musica accompagna questo viaggio fatto di amore, testimonianza, resistenza.
Con: Diletta La Rosa, Martina Pisciali

Ore 21 Concerto con Marcello Fera e il gruppo BELLA NÖVA

SCHEDA STORICA
Pastasciutta antifascista di Casa Cervi
Alla caduta del Fascismo, il 25 luglio del 1943, fu grande festa a Casa Cervi, come in tutto il Paese. Una gioia spontanea di molti italiani che speravano nella fine della guerra, nella morte della dittatura. La Liberazione verrà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte sofferenze. Ma quel 25 luglio, alla notizia che il duce era stato arrestato, c’era solo la voglia di festeggiare. A Campegine, i Cervi insieme ad altre famiglie del paese, portarono la pastasciutta in piazza, nei bidoni per il latte. Con un rapido passaparola la cittadinanza si riunì attorno al carro e alla “birocia” che aveva portato la pasta. Tutti in fila per avere un piatto di quei maccheroni conditi a burro e formaggio che, in tempo di guerra e di razionamenti, erano prima di tutto un pasto di lusso. C’era la fame, ma c’era anche la voglia di uscire dall’incubo del fascismo e della guerra, il desiderio di “riprendersi la piazza” con un moto spontaneo, dopo anni di adunate a comando e di divieti. Di quel 25 luglio, di quella pagina di storia italiana è rimasto poco nella memoria collettiva. Eppure c’è stato, in tutta Italia e in quella data, uno spirito genuino e pacifico di festa popolare: prima dell’8 settembre, dell’occupazione tedesca, della Repubblica di Salò. Prima delle brigate partigiane e della Lotta di Liberazione.