Sei un pastore che ha un nuovo membro di chiesa transgender, oppure un genitore credente con un figlio che ha appena fatto coming out come persona in transizione, oppure tu sei una persona transgender che  sta appena comprendendo la relazione tra la sua fede e la sua identità, oppure sei un lettore curioso di persone trans di cui si parla tanto!? Chiunque voi siate probabilmente avrete domande da porre. Prima di cominciare con le risposte è importante avere un linguaggio comune.

Immaginate due persone che parlano lingue diverse e stanno preparando il pranzo insieme. Come si può parlare del pranzo se usiamo termini differenti per indicare le verdure o la pasta? Certamente indicheremmo una carota o un rametto di timo con sguardo interrogativo verso l’altra persona, per sapere come lei chiama quel determinato oggetto.

Ecco di cosa parla questo capitolo: dobbiamo leggere la stessa pagina con lo stesso linguaggio in modo da poter avere in seguito una conversazione più approfondita durante il pranzo.

Iniziamo con alcune definizioni:

l’identità di genere è il tuo senso interiore di essere maschio, femmina, entrambi o nessuno dei due. Tutte le persone hanno un’identità di genere, sebbene molti di noi abbiano difficoltà a spiegare perché ci sentiamo maschi, femmine (o entrambi o nessuno dei due).

L’espressione del genere è il modo in cui rendiamo visibile agli altri il nostro senso interiore di genere. Lo esprimiamo tramite l’abbigliamento, l’acconciatura, la voce, i comportamenti.

Il sesso assegnato sesso assegnato alla nascita ha origine dal momento in cui il dottore dichiara: “È un bambino!” oppure “È una bambina!”. Oggi naturalmente molti genitori scoprono il sesso dei figli alcuni mesi prima con la tecnica dell’ecografia! Il sesso assegnato viene determinato da un veloce sguardo ai genitali esterni del bambino e quello sguardo prepara ciascuno di noi ad una vita con una certa aspettativa di genere.

Una persona transgender possiede un’identità di genere che non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. “Transgender” – o abbreviato “trans” – è un termine generico che comprende tipi diversi di identità di genere. Transgender è un aggettivo oppure un sostantivo descrittivo, così in una frase diresti: “Mary è una donna transgender” non “Mary è una transgender” o “Mary è transgender”. Alcune persone transgender si riferiscono a se stesse come transessuali – ossia hanno fatto la transizione medica chirurgicamente o con l’assunzione di ormoni – ma per la maggioranza dei giovani transgender il termine “transessuale” è superato.

Disforia di genere è un senso di irrequietezza, ansia, dissonanza o angoscia causato dal conflitto tra l’identità di genere e il genere assegnato alla nascita di una persona transgender. Per alcune persone transgender la disforia di genere è solo un piccolo tarlo nel fondo della loro mente, mentre per altri è estremamente debilitante.
Per anni medici e psicologi hanno tentato di correggere la disforia di genere cercando di far sì che le persone transgender si identificassero col sesso assegnato alla nascita – provando a lavorare sul cervello per soddisfare le aspettative sociali riposte nel corpo della persona. Recentemente è stato dimostrato che l’unico rimedio per la disforia consiste nel permettere alla persona transgender la transizione sociale e/o medica – per consentire al corpo e alle relative aspettative sociali di cambiare per adattarsi al cervello.

Una persona cisgender possiede un’identità di genere che combacia col suo sesso assegnato alla nascita. Mentre il prefisso “trans” significa “dall’altra parte”, “cis” significa “dalla stessa parte”. Una persona cisgender può esprimersi in modi che non sono tipici del loro genere (come una donna aggressiva che ama giocare a calcio, oppure un uomo emotivo che ama cucinare), però non c’è conflitto tra l’identità di genere e il genere assegnato alla nascita.

Il genere binario è un sistema sociale in cui si presume che le persone abbiano solo due generi: maschile e femminile. Questo sistema è la norma in contesti occidentali, bianchi, mentre in altre culture non occidentali si possono distinguere fino a sette differenti generi.

ruoli di genere indicano il modo in cui ci si aspetta che agiamo, a seconda del genere a cui apparteniamo. Per esempio, quando cercate di descrivere un dottore o un infermiere, chi pensate sia l’uomo e chi la donna? Negli Stati Uniti i ruoli di genere sono stati rivoluzionati notevolmente negli ultimi cento anni e naturalmente ci sono donne dottori e uomini infermieri, ma i ruoli di genere si applicano ancora in molti altri modi.

Le persone non conformi al genere si vestono o agiscono in modo non caratteristico al genere loro assegnato nella loro cultura, ma questo non significa che siano transgender. Potreste essere considerati non conformi al genere assegnato se siete un uomo cisgender, che si mette lo smalto o una donna cisgender che si rade i capelli e guida la moto. Non tutte le persone cisgender si adeguano alle norme di genere e non tutte le persone transgender sfidano queste norme.

L’orientamento sessuale riguarda verso chi vi sentite sessualmente e romanticamente attratti. Essere gay, lesbica, bisessuale o altro si riferisce alle vostre relazioni con gli altri, mentre essere trans ha a che fare con la vostra intima identità di genere e la consapevolezza di voi stessi. Poiché le persone gay e lesbiche sono più visibili nella società, a volte le persone transgender possono all’inizio dichiararsi gay, perché questo è l’unico linguaggio che conoscono che potrebbe spiegare i loro sentimenti in quel momento.

Comunque, l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono due cose diverse ed essere gay non porta ad essere transgender. Potete pensare all’orientamento sessuale come a una linea orizzontale e all’identità di genere come a una linea verticale; sebbene queste due linee non siano la stessa cosa, a volte possono intersecarsi. Per esempio un uomo transgender può essere attratto da altri uomini, che lo renderebbero sia transgender sia gay; oppure potrebbe essere attratto da donne, per cui in questo caso sarebbe transgender ed etero.

Spesso chi sta imparando a conoscere le identità trans può sentirsi confuso su come rivolgersi a una persona trans. È un uomo transgender qualcuno a cui è stato assegnato il sesso maschile alla nascita oppure qualcuno che ha un’identità di genere maschile?

Ecco il modo più semplice per capirlo: vi riferite sempre all’identità di genere attuale. Se vi riferite ora a questa persona, dovete pensare alla sua identità di genere attuale, non al sesso assegnato in passato. Per esempio un uomo transgender è una persona a cui è stato assegnato il sesso femminile alla nascita, ma ora ha un’identità di genere maschile. Analogamente una donna transgender è una persona a cui è stato assegnato il sesso maschile alla nascita, ma ora la sua identità di genere è femminile.

Oltre a uomini e donne transgender esistono molte altre identità di genere che vengono comprese sotto questo termine generico.

Una persona non binaria non si identifica strettamente né come uomo né come donna. Si possono considerare come una mescolanza di entrambi i generi o come un genere completamente diverso.

Alcune persone non binarie preferiscono chiamarsi queer, che funge da termine generico per tutti coloro che si sentono come se il linguaggio non avesse ancora le parole per descrivere il loro genere. Si tratta di un termine flessibile che può aiutare le persone che stanno appena comprendendo la propria identità di genere.

Alcuni definiti come genderfluid, bigender o pangender (di genere mutevole, doppio genere, di tutti i generi) possono avere un’identità di genere che varia tra maschio, femmina o un altro genere. Possono sentirsi femmina ed esprimersi con stereotipi femminili un giorno e sentirsi maschio il giorno seguente e androgini ancora il giorno dopo. Tutte queste esperienze fanno parte dell’identità di genere della persona.

Le persone agender (nessun genere) non si identificano in nessun genere. Possono esprimersi vestendosi in modo più androgino oppure no, secondo le pressioni sociali e le preferenze personali.

Alcune persone hanno categorie culturali specifiche di genere come i Two Spirit (due spiriti) di molte tribù native americane o i fa’afafine delle Samoa, gli hijra dell’India, i sekrata del Madagascar e i muxes del Messico. Queste culture riconoscono più di due generi e spesso le persone appartenenti a queste categorie di genere aggiuntive venivano storicamente tenute in grande considerazione e ritenute spiritualmente potenti.

La presenza di altri generi, oltre a maschio e femmina, nelle società di tutto il mondo ci fa comprendere da quanto tempo esistono le persone transgender.

Testo di Austen Hartke tratto da “Transforming: The Bible and the Lives of Transgender Christians” (Trasformazioni. La Bibbia e le vite dei cristiani transgender), editore Westminster John Knox Press, 2018, 225 pagine), capitolo 2, liberamente tradotto da Diana di Torino, revisione di Giovanna di Parma