SOLIDARIETÀ A MIMMO LUCANO

Le donne e gli uomini delle Comunità Cristiane di Base italiane esprimono il loro sgomento e turbamento per la sentenza del Tribunale di Locri che ha condannato ad oltre tredici anni Mimmo Lucano che, come sindaco di Riace, aveva realizzato un modello di accoglienza e di solidarietà preso ad esempio da più parti, in Italia e nel mondo, e che aveva acceso in molti speranza e fiducia nel futuro.

Le sentenze vanno rispettate e noi rispettiamo anche quella del Tribunale di Locri: ma, in democrazia e in uno Stato di Diritto, esse possono e devono essere discusse. Perciò, in attesa ovviamente di leggere le motivazioni, dobbiamo, intanto, notare che questa sentenza arriva a tre giorni dalle elezioni regionali calabresi, nelle quali Mimmo Lucano si presenta come candidato; senza che ci fosse nessuna urgenza di pronunciarsi con una sentenza che in ogni caso avrebbe avuto sapore di obiettiva interferenza politica. E, ancora, rileviamo che la pena inflittagli è superiore a quella comminata a molti mafiosi e a persone colpevoli di femminicidio. Perciò auspichiamo che nelle sedi adeguate e competenti, nei successivi gradi di giudizio, essa venga radicalmente modificata.

Esprimiamo dunque la nostra totale solidarietà a Mimmo: se ha compiuto qualche errore burocratico nell’affrontare problemi immani, è di solare evidenza che il suo impegno è stato disinteressato e mirato solamente a concretizzare, con i fatti, l’ideale della solidarietà umana, soprattutto verso i/le migranti, persone sventurate che rischiavano di fare naufragio, e che hanno trovato in lui un’ancora di salvezza

Noi ringraziamo Mimmo perché ci ha dimostrato che SOLIDARIETA’ può essere la realtà e la profezia di un mondo che anche noi sogniamo, e, nel nostro piccolo, ci impegniamo a costruire.


Speriamo con Mimmo, e con tutte le persone di buona volontà, di trasformare in meglio il nostro mondo. Un mondo nel quale le nostre figlie ed i nostri figli, le nipoti ed i nipoti possano vivere senza barriere, senza discriminazioni, senza diseguaglianze ed ingiustizie: tutte e tutti davvero libere/i ed eguali; un mondo nel quale le diversità, per colore della pelle, lingua, religione, genere, orientamento sessuale, siano accolte come una ricchezza, non utilizzate per porre carichi di sofferenza sulle spalle di fratelli e sorelle; un mondo in cui non vi sia posto per patriarcato e maschilismo, per seminare odio, sfruttare le altre e gli altri, e violentare l’ambiente. Dove accoglienza e solidarietà siano titoli di merito e non motivi di condanna.


Perciò diciamo: “Mimmo, credici, siamo tutte e tutti con te”.

Le Comunità Cristiane di Base italiane