Presentato il rapporto annuale sui rifugiati: diminuiscono gli sbarchi ma non le violenze

Diminuiscono gli arrivi di migranti in Italia, anche se il nostro Paese resta il principale approdo in Europa, ma l’obiettivo di un sistema di accoglienza unico e con standard uniformi è ancora lontano. E’ quanto emerge dall’annuale Rapporto del Centro Astalli, del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati. In Italia lo scorso anno sono giunti 119.369 migranti rispetto ai 181.436 dell’anno precedente. La rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati), sia pure in crescita, a luglio 2017 copriva poco meno del 15% dei circa 205.000 posti disponibili. Sono 494 persone assistite dal Centro Astalli, di cui 255 solo a Roma.
 
Nel mirino del rapporto, l’accordo siglato con la Libia. “L’effetto delle misure introdotte nel corso del 2017 per ridurre il flusso degli arrivi in Europa attraverso il Mediterraneo centrale al momento implica che i migranti siano trattenuti in Libia più a lungo e che possano essere soggetti a detenzione in condizioni critiche, anche più volte nel caso in cui siano intercettati in mare e riportati al porto di partenza”. L’accordo stipulato a luglio 2017, ha sottolineato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, “ha ridotto notevolmente il numero degli arrivi in Europa, attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, ma il prezzo che viene pagato in termini di violenza sulle persone è inimmaginabile. Quello che viene salutato come un successo, è per noi una grande sconfitta dell’Italia e dell’Europa intera, confermata nei giorni scorsi dalla notizia che la Corte penale dell’Aja sta indagando per crimini internazionali perpetrati contro i migranti in Libia”.

Altro aspetto preoccupante, e in qualche modo conseguenza di quell’accordo, è la “vulnerabilità” dei migranti: “un quarto delle persone che nel 2017 si sono rivolte allo sportello di ascolto socio-legale ha vissuto significative esperienze di tortura e violenza intenzionale, per cui si è ritenuto necessario avviare un percorso di accompagnamento e riabilitazione”. Sono quasi il 40% degli ospiti: “Si tratta per la gran parte di donne, più esposte alla violenza nei Paesi di origine e transito, ma anche di giovani uomini e bambini che presentano vulnerabilità sanitarie significative quali invalidità e patologie croniche. Un supporto costante è necessario per i minori stranieri non accompagnati”.

Tra gli obiettivi, resta prioritario quello di una reale integrazione: “La casa e il lavoro continuano ad essere punti di partenza indispensabili per ricostruire una quotidianità in un nuovo Paese e le necessità da questo punto di vista restano molto pressanti”. Nel 2017 “75 persone (il 50% in più rispetto al 2016) sono uscite dalle comunità di ospitalità in cui erano state inserite raggiungendo l’obiettivo che era stato definito con loro nel progetto di semi-autonomia”.

Infine, qualche numero relativo alla realtà del Centro Astalli che ha visto in Italia 30.000 utenti nel 2017, di cui 14.000 a Roma. I volontari impegnati sono 687, 59.908 i pasti distribuiti, mentre le persone accolte nei centri d’accoglienza sono state 1.089, di cui a Roma: 255 nei centri SPRAR e 161 nelle comunità di ospitalità. Nell’ambito dei progetti “Finestre” e “Incontri” finalizzati a sensibilizzare i giovani, sono stati incontrati ben 28.335 studenti.

(Salvatore Caporale, In terris, 09 aprile 2018)