39455 NEW YORK-ADISTA. Sta già facendo discutere negli Stati Uniti la lettera aperta del card. Timothy Dolan, arcivescovo di New York, che denuncia le condizioni delle famiglie messicane separate forzatamente dall’amministrazione Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha recentemente confermato la strategia della “tolleranza zero” verso le migrazioni clandestine, cercando però di correre ai ripari per rispondere alle critiche che gli sono piovute dalla società civile e da oltre 17 Stati, che hanno fatto richiesta al giudice federale per fermare la sua politica. 
Anche su richiesta della first lady, è stato firmato e pubblicizzato un provvedimento per il ricongiungimento: un’iniziativa che sembra avere soprattutto il sapore della propaganda. La lettera del cardinale si inserisce dunque in un quadro che vede finalmente crescere la protesta negli Usa, come dimostrato anche dalla recente iniziativa dell’ACLU (American Civil Liberties Union), che ha pubblicato un filmato in cui alcuni dei vol ti più popolari del grande schermo leggono la lettera di una giovane madre dell’Honduras, separata dal figlio di 18 mesi. «Portare via i bambini dalle famiglie è contro la Bibbia e antiamericano», scrive il vescovo, che la scorsa settimana ha visitato alcuni dei bambini separati dai genitori al confine e ora alloggiati in un ex convento del Bronx. «È stato straziante vedere questi bambini senza i loro genitori – ha scritto Dolan al termine degli incontri con i piccoli – e rendermi conto del caos e dei traumi che devono affrontare». Il presule definisce «altrettanto commovente» l’incontro con i professionisti «che con competenza e compassione si stanno prendendo cura di loro»
Per Dolan, si tratta di un tema che tocca la Chiesa non solo dal punto di vista pastorale, ma anche etico e umanitario e ricorda che i cattolici sono «entrati in scena molto prima delle emergenze attuali», come ad esempio nel Catholic Immigration Center della Caritas, nel cuore di Manhattan. Dolan precisa che la sua preoccupazione e il suo coinvolgimento nella crisi «non sono da politico, ma da pastore. Io non sono un esperto delle complessità legislative, degli ordini esecutivi e delle politiche che cambiano ogni giorno, ma so che le politiche che hanno portato via i bambini dalle proprie famiglie non sono conformi alla Bibbia e sono antiamericane. Hanno creato danni che richiederanno molti sforzi e molto tempo per guarire».

La politica di Trump sull’immigrazione ha suscitato in questi mesi lo sdegno di molti vescovi, nonché quello di papa Francesco, che in un’intervista alla Reuters, affiancandosi all’episcopato statunitense, ha definito la politica statunitense in materia di migrazioni «immorale » e «contraria ai valori cattolici»: «Io mi schiero con l’episcopato e vado dietro loro», ha detto il papa, «non per lavarmene le mani, ma perché non conosco bene le cose di là. L’episcopato sa e io vado dietro le dichiarazioni dell’episcopato». Francesco ha spiegato che la questione migrazioni «non è facile», ma ha voluto precisare che «i populismi non sono la soluzione». Anzi, per il pontefice «i populisti stanno creando una psicosi» sulla questione dell’immigrazione, mentre le società che invecchiano, come quella europea, rischiano «un inverno demografico grande».

Nella sessione primaverile dell’assemblea plenaria a Fort Lauderdale, in Florida, i vertici della Conferenza episcopale statunitense hanno avviato la preparazione di un documento contro il razzismo, soprattutto riguardo i nativi americani, gli afro-americani e gli ispanici. Sarà indirizzato a tutte le famiglie e a ogni persona in diocesi – riferisce l’agenzia Sir – e affronterà anche le tematiche razziste che affliggono istituzioni e politiche pubbliche, l’impatto sui social media e nella società americana, l’assistenza a pastori, educatori, famiglie e individui nell’affrontare una piaga così dolorosa. Il prossimo novembre sarà presentata la prima bozza.

Il cardinale presidente, Daniel DiNardo, ha dichiarato «immorale la decisione di separare i bambini dalle madri» al confine tra Messico e Stati Uniti «come attuazione della politica di “tolleranza zero” stabilita dall’amministrazione Trump». Nel corso delle ultime settimane ci sono state anche diverse visite dei vescovi lungo la frontiera tra Texas e Messico. DiNardo è stato nella diocesi di Brownsville per manifestare vicinanza agli immigrati e ribadire l’opposizione dei cattolici alla politica di Trump. Come riferisce Il Post.it, l’Associated Press ha ottenuto e divulgato un documento del Dipartimento della Sicurezza Interna che dice che tra il 19 aprile e il 31 maggio 1.995 bambini sono stati separati da 1.940 genitori. 
Numeri che parlano da soli.
(Alessandro Santagata, Adista, 13/07/2018)