Nuovo centro emergenza freddo: i militanti della tartaruga frecciata manifestano domani a ponte Resia. C’è il presidio del collettivo Bolzano antifascista e dell’ANPI. 

La campagna elettorale di CasaPound passa per la protesta di piazza. Nel mirino dei sedicenti fascisti del terzo millennio c’è il nuovo centro di emergenza freddo in via Comini, in zona industriale a Bolzano, un magnete per il degrado da contrastare con rinnovato ardore. “Scelta scellerata quella di aprire il centro emergenza ‘caldo/freddo’ a poche centinaia di metri dal quartiere Don Bosco, già appesantito dai suoi mille problemi”, afferma nel merito il consigliere di circoscrizione Cpi a Don Bosco, Michael Sini. Il corteo partirà domani, 26 settembre, alle 18 a ponte Resia.

Il controcanto sarà eseguito da due manifestazioni. La prima quella del collettivo Bolzano antifascista che si è dato appuntamento di fronte al distributore della Q8 dall’altro lato di ponte Resia, ore 17. Quella di CasaPound, secondo i militanti antifascisti, è propaganda violenta e mistificatoria che strumentalizza i fatti di cronaca e mira a diffondere paura e diffidenza verso i diversi e che porta ad innescare una pericolosa guerra fra poveri, con l’obiettivo di aizzare le classi popolari italiane contro i lavoratori immigrati”. Per contenere una miscela potenzialmente esplosiva e quindi per evitare che i manifestanti entrino in contatto la Questura ha disposto uno spiegamento di forze che include anche un reparto mobile. Ponte Resia verrà chiuso dalle 16 alle 20.

Davanti alla Chiesa di San Pio X nei pressi del Monumento dedicato agli internati del Lager, in via Resia, alle 17.30, ci sarà invece il presidio dell’ANPI che manifesta contro la levata di scudi di CasaPound ma anche contro il decreto Salvini su sicurezza e immigrazione approvato ieri dal Consiglio dei ministri e accolto da una scia di critiche; e per denunciare l’aggressione squadrista, al corteo antirazzista contro il vicepremier leghista, a Bari del 22 settembre.

Sono necessarie e le chiediamo con fermezza misure adeguate, anche preventive, da parte delle istituzioni che devono impedire qualsiasi violenza, provocazione contro le persone e violazione della legalità, in particolare, della Legge Mancino. Ma è necessaria anche una risposta di tipo diverso da parte della società, dei democratici e degli antifascisti nel segno della convivenza e della solidarietà. In questo senso sarebbe necessario che le nostre istituzioni si attivassero contro quelle norme del decreto Salvini che mettono a rischio quanto di buono è stato fatto nella nostra terra”, sottolinea Guido Margheri, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione Alto Adige. Sinistra unita, Verdi e Pd prenderanno parte al sit-in, tutti benvenuti purché senza simboli di partito, chiede Margheri.
(Sarah Franzosini, salto.bz, 25.09.2018)