Venerdì 14 dicembre 2018 ho partecipato, presso lo “Spazio Resistenze” di Bolzano, all’incontro con lo storico Elia Rosati per la presentazione del suo ultimo libro CasaPound Italia. Fascisti del terzo millennio (Mimes Edizioni, 2018), organizzata dal Circolo culturale-Kultur Verein Franca “Anita” Turra/Hans Egarter (ANPI).

Nel bel mezzo dell’interessante conferenza ha fatto capolino uno sparuto “manipolo” di fascisti locali guidati dal loro ras Bonazza che, con il consueto fare intimidatorio (nello stile delle “gesta” degli skinhead di Como nel novembre 2017), ha voluto compiere un atto dimostrativo. Un fatto poi autocelebrato dalle colonne de Il Primato Nazionale come una vittoria sui radical chic, «i quattro comunisti dell’Anpi» e su chiunque osi fare domande o esprimere critiche. Si tratta comunque di un fatto che, sommato a tanti altri sparsi per la nostra penisola, offre un quadro inquietante e ci parla di un universo nero, violento, sovranista e xenofobo che è uscito dal sottosuolo e che vuole il suo posto all’interno delle istituzioni.

La realtà di Bolzano, piccola e marginale per essere una cartina di tornasole per ciò che potrebbe succedere a livello nazionale, costituisce però un campanello d’allarme. Qui infatti, nel 2016 CasaPound entra in Consiglio comunale con tre eletti (6,21%)< qui CasaPound ha negozi, attività e fa proseliti sulle macerie dell’elettorato missino (da sempre numeroso fra gli italiani altoatesini). Se poi pensiamo che il criminale stragista Fiore, il 20 dicembre 2018, ha “benedetto” la nascita di Forza Nuova Bolzano e teniamo parimenti in considerazione l’exploit della Lega alle ultime elezioni… non c’è da stare allegri.

Questo preambolo può sembrare inutile, ma conferma mirabilmente quanto scritto da Rosati nel suo libro circa origine, metodi e aspirazioni del movimento della tartaruga puntuta. Storicamente rigoroso e tragicamente avvincente, il testo di Rosati (già autore di Storia di Ordine Nuovo, Mimesis 2017, scritto insieme ad Aldo Giannuli) è l’unico libro che ricostruisce fedelmente la genesi e l’evoluzione del partito/movimento CasaPound Italia. Una storia che porta dall’occupazione di uno stabile in via Napoleone III a Roma alla rapida ascesa nel panorama politico nazionale. Luci della ribalta conquistate in quindici anni di attività e di militanza… Un partito/movimento che non si vergogna di dichiararsi apertamente, non “di destra”, ma fascista e che affonda le sue radici (almeno idealmente) nell’esperienza della Repubblica Sociale Italiana. Una realtà dal pantheon ampio e variegato, con i suoi riti e parole d’ordine, che sa fare rete con organizzazioni nazionaliste eversive (su tutte, quella dei greci di Alba Dorata), con una Weltanschauung ben precisa, che cerca di fare breccia nel mondo giovanile e nelle scuole con Blocco Studentesco. Il testo di Rosati ci parla anche di un gruppo attentissimo alla comunicazione, alla propaganda e alla formazione/indottrinamento di quadri per il partito: dalla musica con gli Zetazeroalfa e le “cinghiamattanze” a Radio Bandiera Nera, dai social ai campi di formazione, dalle attività caritative “per gli italiani” alla propaganda contro la “sostituzione etnica”, la società multiculturale e l’ideologia gender…

Il libro, utilissimo per orientarsi all’interno di questa realtà, comprende anche un breve saggio di Valerio Renzi sulle relazioni di CasaPound con la criminalità organizzata e sulla vicenda del “lupo solitario” Gianluca Casseri, il simpatizzante che nel 2011 uccise in pieno giorno a Firenze i senegalesi Samb Modou e Diop Mor.

 

don Paolo Zambaldi, Adista Segni Nuovi n° 4 del 01/02/2019