Secondo la Chiesa, l’essere umano trova il suo destino/definizione nel lavoro/servizio che svolge. L’assistente pastorale Peter Otten lo sa molto bene! Poco prima del 1 maggio, una breve riflessione su alcune professioni/vocazioni desiderabili che non esistono ancora…

 

Uno dei libri più belli che possiedo si intitola “Verschwundene Arbeit – Das Buch der untergangenen Berufe” (I mestieri scomparsi) di Rudi Palla. Chiunque voglia sapere qual è l’attività del “Formichiere”/”Ameisler” (professione ormai scomparsa, ma un tempo diffusa in Baviera, Boemia e Austria, che consiste nel raccogliere le larve delle formiche e venderle come cibo per uccelli) o dell’organizzatore di spettacoli pirotecnici (tanto apprezzati per celebrare battesimi e matrimoni), lo troverà in questo bellissimo libro. Questo testo è una brillante storia del lavoro e della cultura del lavoro. “Il rapido cambiamento nel mondo del lavoro ha causato l’estinzione di centinaia di posti di lavoro”, scrive Palla. “Quanta conoscenza altamente specializzata sia andata perduta è difficile da valutare…”.

Domani, 1 maggio, celebreremo (come ogni anno) la festa del lavoro. Esso è quindi così preziosa per l’uomo, come ha ricordato papa Giovanni Paolo II nel suo documento “Laborem Exercens”, perché attraverso il lavoro la persona (…) si realizza anche come un essere umano… per così dire “diventa più umano” (LE 9). Le persone trovano la loro vocazione divina e il loro destino nella professione che scelgono. Quindi, proprio oggi!, è doveroso pensare alle tante persone che vogliono lavorare, intraprendere cioè un percorso di servizio realizzando così la propria vocazione di vita, ma non hanno il permesso di farlo. Un esempio su tutti, le donne che vogliono diventare diacono o prete. Chiunque nella sua vita abbia conosciuto donne, a cui gli uomini hanno “tarpato le ali”, negando loro di realizzare la loro vocazione, sa quali sono le ferite profonde che le accompagnano… Quanti talenti e saperi sprecati e dimenticati… Allora è giusto chiedersi: È corretto? È giusto? Va bene? Proprio queste sono le domande che ci dobbiamo porre tutti…

Quindi è giunto il momento per un nuovo libro: “Nuovi lavori – Il libro delle professioni desiderabili”. Diacono, prete e vescovo sarebbero tre grandi primi capitoli!

Dall’11 al 18 maggio, donne (e soprattutto donne cattoliche!) stanno alzando la voce a Münster e altrove.

Parola chiave: Maria 2.0.

Penso poi ad una cosa fondamentale: in realtà, sarebbero gli uomini a dover lottare per qualcosa che è santo e atteso da troppo tempo – non solo le donne.

Soprattutto quelli che hanno il potere di impedire ancora ciò che sarebbe ovvio e naturale.

Quindi, uomini, “gambe in spalla”! Scendiamo giù dai nostri piedistalli, uniamoci a loro!

Peter Otten |  Bonn – 30.04.2019

Liberamente tradotto da don Paolo Zambaldi

 

Testo in lingua originale: www.katholisch.de/aktuelles