Sosteniamo il Cinema America, una realtà che dal 2012 si occupa di valorizzare e promuovere la cultura cinematografica nelle piazze romane

 

MILANO – Hai la maglietta del Cinema America, sei antifascista, levati subito sta maglietta, te ne devi andare via da qua”. Il Piccolo Cinema America, o meglio il Piccolo America, è tristemente sulla bocca di tutti negli ultimi giorni a causa di un grave fatto di cronaca avvenuto nella notte tra sabato 15 e domenica 16 giugno. Quattro ragazzi sono stati picchiati da una decina di aggressori trentenni, perché uno di loro indossava la maglietta del Cinema America.

“Io non ho paura”

Naso fratturato, ma spirito indomito. David Habib, il ragazzo che indossava la maglietta del Cinema America, ha dichiarato: «Non smetteremo di frequentare i territori di questa città liberamente e di rivendicare le nostre idee, come non smetteremo di partecipare alle proiezioni a San Cosimato e indossare la maglietta del Cinema America». «Questa è una vera e propria aggressione squadrista, – dichiara Valerio Carocci, presidente del Piccolo America – Un atto gravissimo in una città e paese allo sbando dove la violenza non viene più condannata ma anzi viene difesa e sdoganata come strumento di giustizia da chi ci governa».

Che cos’è il Piccolo Cinema America

Era il 2012 quando un gruppo di ragazzi ventenni ha salvato dall’imminente demolizione e conversione in un parcheggio lo storico Cinema America di Trastevere, occupando l’edificio e protestando contro la speculazione edilizia e il degrado in cui il cinema era stato abbandonato. Fondarono l’associazione Piccolo America e diedero il via a un’attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica di quartiere sull’importanza di salvaguardare il Cinema America e di portarlo a nuova vita.

Nel 2014 il Comune ha definitivamente sgombrato l’edificio, ma i ragazzi del Piccolo America non hanno cessato di proporre iniziative culturali per valorizzare il quartiere attraverso il linguaggio cinematografico. Personaggi del calibro di  Bernardo Bertolucci, Franco Rosi ed Ettore Scola li hanno sostenuti negli anni nella creazione di progetti ambiziosi. Ad esempio, l’iniziativa Il Cinema in Piazza, che da anni anima le notti estive romane portando il cinema nelle piazze, della periferia così come del centro, promuovendo un’idea di cultura inclusiva e aperta a tutti. Così si legge sul sito dell’iniziativa:

«Dalla periferia siamo partiti e in periferia torniamo. Chi ci è nato e cresciuto, come quasi tutti noi, lo sa. Sa cosa significa macinare chilometri sui mezzi pubblici per raggiungere una libreria, un cinema, un teatro, un museo, o, più banalmente, un posto dove incontrarsi la sera con gli amici. E sa cosa significa sentirsi stretti in un quartiere tanto grande e popolato, eppure così povero di spazi di socialità e cultura. Così anche noi abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e sostituire al vuoto e al silenzio la partecipazione. L’esperienza degli scorsi anni ha dimostrato come l’attività culturale e sociale non si ferma alla sola programmazione cinematografica di un’arena o di una sala, ma è in grado di rappresentare e promuovere una crescita, anche economica, di tutte le attività di un quartiere.

Vogliamo che questo progetto dia vita a luoghi in cui trovino cittadinanza diverse idee di città e nuove espressioni culturali, dove ci si possa porre delle domande attraverso le quali costruire nuove prospettive, dove si possa discutere e riflettere sul futuro delle città, del ruolo delle sale e dell’esercizio cinematografico, delle politiche sociali, culturali e giovanili, dell’integrazione e dell’inclusione, della lotta alla criminalità, delle periferie urbane dentro e ai margini delle città. Questa è la nostra idea di attività culturale e sociale, capace di stimolare la riflessione sul ruolo stesso della cultura nel processo di crescita educativa, formativa e lavorativa dei giovani, che venga fondata su una progettualità partecipata, attenta alle esigenze di tutti, su un ‘conoscere facendo’ i cui frutti crescano nel tempo».

Tutti con il Cinema America

La cultura è per tutti e di tutti. Accogliente, pacifica, non violenta. Il premier Giuseppe Conte e la sindaca Virginia Raggi hanno espresso la loro condanna per la violenza efferata di stampo fascista, e tantissimi esponenti del mondo della cultura hanno solidarizzato con il Piccolo America indossando le magliette bordeaux della fondazione.

L’attore britannico Jeremy Irons, Premio Oscar per Il mistero Von Bulow, è intervenuto domenica sera sul palco della piazza di San Cosimato in occasione de Il cinema in piazza, prima della proiezione del film di Bertolucci Io ballo da sola: «Io sono stufo degli estremismi, sono stufo di persone che non riescono a accettarsi nella loro vulnerabilità e nella loro umanità. Dobbiamo stare attenti a evitare che si ripeta quello che accadde 75 anni fa».