Credo in Dio,

che ci ha creato capaci di dare e ricevere amore.

Credo che i nostri corpi raccontino la sua gloria

e che le carezze, i baci, gli abbracci

di chi ama sono il suo santuario prediletto.

Io credo che il mio corpo così fragile e bello

sia essenziale per dare corpo alla fede.

Non credo in una fede che rinnega il corpo

a scapito dello spirito.

Oso credere che, nell’esperienza unica di chi ama

donando tutto se stesso, se stessa, ci sia il sigillo divino.

 

Credo in Gesù Cristo che è corpo di Dio in mezzo a noi.

Nato da semplice donna, ha vissuto,

gioito e sofferto, proprio come noi.

Egli è venuto a liberare i nostri corpi

dai demoni del moralismo, dell’ascesi religiosa.

È venuto a sanare le nostre paralisi

per insegnarci la danza della vita.

Il suo corpo è stato violato, torturato,

oltraggiato dal potere politico e religioso.

Ma la tomba è diventata la culla

per la vita rialzata, risorta.

Quella vita a cui tutti noi siamo destinati.

 

Credo nello Spirito che, come corpo di bimba,

non può stare fermo.

Si muove, gioca, danza e crea cose nuove.

Ama l’aria aperta, i giardini e la frutta fresca.

Non ha paura di sporcarsi correndo

Ama rifugiarsi nelle cucine dove le donne

preparano dolci speciali per la festa.

 

Credo la Chiesa come realtà di corpi redenti, liberi,

liberati dai sensi di colpa.

Una comunità capace di accogliere e celebrare

le tante manifestazioni dell’amore.

 

Credo nella forza, nell’energia della nostra sessualità

che ci apre al mistero della vita che si rigenera.

 

Lidia Maggi, Riforma, 22 dicembre 2017