Sono salito sulla ruota piantata nel mezzo

di un giardino avvizzito

dal freddo invernale

in altri giorni mal-frequentato

da barboni sonnolenti

poveri assortiti per sempre esclusi

dal banchetto del re.

 

Su e giù come la vita

gira la ruota

su in alto, paesaggi di neve e tetti e colori

illusione di gioia

di gente felice

 

Giù  in basso

buio silenzio e solitudine.

Povertà sempre uguali

volutamente non viste

improvvisamente nascoste.

 

Sono salito sulla ruota piantata nel mezzo

della nostra indifferenza

del nostro Natale non si sa di chi

del nostro mercato di Gesù Bambino

in questi giorni ben-frequentato

da consumatori sognanti

 da sempre inclusi nel banchetto dei re.

 

Quanti orpelli dovranno essere eretti ancora

per oscurare

la libertà del Profeta

che ci vuole tutti fratelli

tutti uguali al banchetto del re?

 

Si spengano dunque le luci dei mercanti

dei servitori di due padroni

si fermino le ruote giocose

si lasci spazio al silenzio

si cerchi il Natale

di un uomo nuovo

che sappia abbracciare il mondo.

 

 

don Paolo Zambaldi