Il sogno ha dominato la Bibbia: era il modo scelto da Dio per parlare con l’uomo. Esprimeva di fatto il bisogno profondo di ogni creatura di cogliere il senso della propria vita, in relazione all’eterno.

Non a caso il sogno è stato ripreso dalla psicoanalisi, che lo ha letto come completamento del sé, come scoperta dell’inconscio, come proiezione dei propri desideri profondi.

Il sogno è stato infine, nei secoli, il simbolo della nostra libertà, del raggiungimento dei nostri ideali, delle nostre utopie…
“I have a dream…” diceva M.L. King …

Oggi i sogni hanno perso il diritto d’esistere!
Il realismo che sta dominando la nostra era tecnologica ci inchioda al “qui e ora”. Ci schiavizza con l’idolatria del risultato, del progresso, del controllo, della produzione di beni…

I sogni distraggono! Fanno deviare dalla meta. Liberano “lo spirito”, che, si dice, ha tanto danneggiato i nostri antenati con la loro arte sentimentale, la loro fede, le loro rivoluzioni, le loro lotte per la giustizia…

Dunque ritorniamo coi piedi per terra! Il “padrone” ha fischiato. Tutti attenti! E’ permesso soltanto correre dietro alle illusioni, alle lusinghe che lui ci proporrà. Come i topi dietro il pifferaio di Hammelin, abile e dolce sterminatore.

Chi è il padrone? Una parola drammaticamente eliminata dal politically correct..

Padrone è chi ci dà lavoro e non ci lascia vivere, ci sfrutta e ci umilia, ci precarizza e ci impoverisce perché continua inesorabilmente a costruire nuovi granai, per stiparvi i suoi profitti immensi.

Padroni sono il padre e la madre, che cassano la libertà dei figli, in nome di piccole sicurezze personali e quotidiane, che tagliano le ali fatte per volare elevando a dono, gabbie dorate con acqua e cibo sempre a disposizione… Tutto gratuito senza lotte, senza conquiste, senza frustranti insuccessi.

Padrona la politica, che raccontando falsità, sottomette, coarta, intimidisce… Fa gli interessi di pochi, promettendo ai molti, una difesa d’ufficio purchè non sognino mondi migliori, purchè non lottino, purchè si accontentino delle briciole cadute dai tavoli dei nuovi Epuloni che infestano il mondo.
Padrone le chiese, che, sorde al grido degli ultimi, indifferenti alla voce dei profeti disobbedienti per amore, continuamente barattano Dio con la difesa delle strutture, del potere, delle gerarchie.

Padrone il mercato, il più devastante di tutti, che penetra silenzioso nei nostri pensieri, ci alletta, ci ottunde, ci distrugge rendendoci schiavi, ci fiacca, ci rende poveri dentro e fuori, lentamente ci conduce oltre la soglia dalla quale non vi è più ritorno.

La mancanza di sogni sta distruggendo il senso dell’uomo, che è quello di essere libero e con-creatore del mondo, sta schermando “il futuro” del quale nessuno pare più interessarsi, ci sta trasformando in novelli Sisifo, infernali rotolatori di pietre.

Dal profondo del mio cuore vorrei gridare: “…Guardate oltre! Volate alto…sognate ancora un mondo “altro” …e combattete per realizzarlo!”.

Altrimenti non resta che la resa a un’apocalisse ormai all’orizzonte.

 

don Paolo Zambaldi