Non sappiamo veramente niente di certo riguardo a questo “maledetto” virus…

Le opinioni “scientifiche” si rincorrono sulla stampa. E la stampa, almeno quella italiana, con rare eccezioni, ne adotta ora una ora l’altra, a seconda della convenienza politica o commerciale.

Quello che sappiamo è, che c’è stato un numero di morti superiore al normale, che si tratta di un virus altamente contagioso e  che la sua diffusione e letalità è stata sostanzialmente accentuata dall’inefficienza della nostra sanità che ha pagato i tagli vertiginosi degli ultimi dieci anni. Tagli dovuti a scelte liberiste che non tollerano soldi spesi per il welfare, per i diritti, per il benessere dei cittadini. La Germania dimostra infatti che una sanità più attrezzata (i tedeschi non sono meno liberisti… ma più ricchi!!) avrebbe ridotto drasticamente i morti.

Ora si è deciso che il virus non deve più fermare il mondo. Ora si è deciso che il grado di incertezza e di ansia ha prodotto l’effetto voluto: la paura!

Una nuova arma di distruzione di massa è ormai sempre più usata dai governi e dai potentati economici. Un arma terribile che  ci rende indifesi, fragili, inchinati, ricattabili, disposti a tutto: LA PAURA.

Aveva già fatto la sua comparsa dopo l’attentato alle torri del World Trade Center, generando la micidiale e interminabile guerra “al terrore” (Afghanistan e Iraq) e soprattutto aveva fatto accettare come indispensabili tutte quelle legislazioni antislamiche e razziste che ben conosciamo, nonché una paranoica necessità di controllo. La lotta al terrorismo giustificava dunque la riduzione delle libertà personali (Patriot Act), la limitazione degli spostamenti, le perquisizioni, i tracciamenti, riusciva infine a resuscitare “il mito del confine”.

La paura da allora, è diventata, lei sì, un virus dilagante. Ha accentuato l’avversione per il diverso, il povero, il migrante. Ha resuscitato persino l’odioso antisemitismo. L’Europa e la cattolicissima Italia, oggi così disperata senza messe, hanno permesso  la tragedia delle morti in mare, la vergogna dello sfruttamento del lavoro degli stranieri, la chiusura dei porti con giustificazioni incostituzionali e disumane. Ha raggiunto lo scopo di distruggere la solidarietà e con essa la politica nel suo significato più alto…

Ora ancora la paura della crisi economica, si ripresenta come un’arma carica nelle mani degli astuti potenti.

Ora il Covid, qualunque cosa esso sia, è passato in seconda linea. Ora bisogna salvare la patria. Trump propone di lasciare che il contagio “inondi l’America”, intima di lavorare se si vuole salvarla e farla ”great again” davvero, fa capire che è accettabile “morire se serve”. Sulla scia di Trump a poco a poco avanza tutto il mondo.

Lavorare è diventato patriottico. E’ un dovere sacrificarsi per salvare la propria nazione dalla recessione, dalla miseria, dalla disoccupazione. Bisogna affrettarsi a fare in modo che tutto torni come prima, evitare il collasso, morire se serve.

Ma a chi serve?

Ricordano, questi inviti/ordini,  le chiamate alle armi del secolo scorso con la loro mistificazione dell’amor patrio e dell’eroismo. Per chi e perché si è combattuto? A chi sono serviti milioni di morti? Ne hanno forse tratto vantaggio i poveri, i lavoratori? Oppure i ricchi son diventati più ricchi e le nazioni potenti son diventate più potenti? Un’inutile strage che sempre si ripete nelle terribili e dimenticate guerre di oggi. Guerre dei ricchi combattute col sangue dei poveri, chiamati a salvare la patria.

Ora è vero in occidente non c’è (ancora) una guerra! Ma evocando questo sentimento di partecipazione/ corresponsabilità e usando la paura come detonatore, si ingannano i popoli . Li si convince che, per il loro bene, va sostenuta l’economia, questa economia. Che si rischia il tracollo. Che si morirà di fame. E il fantasma (improprio) del famigerato’29, viene agitato ad arte!

Eppure mi risulta che la borsa continui a guadagnare, che alcuni grandi gruppi continuino ad accumulare denaro, che le case farmaceutiche si sbranino a vicenda per accaparrarsi il famoso vaccino, che  continuino le spese militari multi miliardarie, che gli stati più ricchi stiano ben foraggiando i loro industriali, che Cina  America e Russia stiano come sempre cercando di conquistare mercati, che montagne di soldi vengano bruciati dalle banche in retribuzioni stellari ai propri ceo e in investimenti ad alto rischio, che la finanza stia sempre riempiendo i suoi forzieri e distribuendo a piene mani dividendi stellari ai suoi adepti.

Perché allora dobbiamo avere paura del tracollo? A chi serve? A che serve tenerla ben viva?

La paura della caduta economica è un arma tremenda nelle mani del potere. Prima la malattia, ora la miseria: un ricatto terrificante!

In suo nome faranno accettare ai cittadini qualunque cosa: il tracciamento illegale dei dati personali, lo smart working senza regole, l’allungamento dell’orario di lavoro, la rinuncia alle ferie e ai congedi parentali. La chiusura prima e poi la sottrazione di fondi alla scuola (Fugatti a Trento!), alla sanità, al sociale, l’aumento delle tasse per chi già le paga, condoni fiscali per gli industriali con il denaro ben al sicuro, la cassa integrazione a rilento, i sussidi a industrie che pagano le tasse all’estero (Olanda)….

Tutti siamo già d’accordo che ogni responsabilità ricada sulle spalle dei cittadini: ”Ci affidiamo alla vostra responsabilità!”… ”State lontani, sanificatevi, mascheratevi ma… lavorate e consumate! E pazienza se qualcuno ci resterà secco!”…

Ma lo Stato o i potenti di turno che guadagnano lautamente, non hanno delle responsabilità? Nemmeno quella, tra le tante, di ridurre i 400 miliardi di evasione fiscale? E poi ci dicono che una manovra prevista di 50 miliardi è “destabilizzante” per le finanze dello Stato!

La paura un’arma tremenda per dominare i popoli. Per distruggere i poveri, per gabbare gli onesti.

Alla faccia della sostenibilità, della crisi climatica, dell’Unione europea, della democrazia, del disarmo atomico, della recuperata coscienza della nostra fragilità e della nostra comune appartenenza al genere umano.

Il corona ci cambierà…

Attenzione: rischiamo di diventare schiavi migliori!

 

don Paolo Zambaldi