Bolzano è la mia città,  é quel luogo che posso chiamare affettuosamente “casa”.

Qui sono cresciuto, qui ho la mia famiglia, i miei amici e amiche più cari, qui ho frequentato le scuole e mi sono formato come uomo e come cristiano… qui è nata la mia vocazione ad essere prete e qui, da sempre, desideravo svolgere il mio servizio pastorale…

Nonostante ciò sono consapevole che non è mai stata una città “perfetta” o  una città “ideale”. Ha, da sempre,  limiti e problemi che negli anni  sono rimasti immutati…  Problemi e disagi a cui spesso non si è saputo rispondere come comunità/società e certamente qualcuno avrà, a ragione, l’idea di essere stato “lasciato indietro” e  di non essere stato supportato nel modo che avrebbe voluto…

Questi limiti sono comuni a molti centri urbani medio/grandi in cui tante reti sociali di protezione e di sostegno sono venute meno, in cui la politica ha fatto scelte poco efficaci, in cui la società civile non ha rivendicato con sufficiente forza più equità, più giustizia sociale, più civile convivenza.

Bolzano accanto ai limiti però ha anche alcuni evidenti vantaggi. E sono i numeri a dirlo. E come ben si sa i numeri , nella loro obiettività, sono in grado di affossare i “ credo che  e …mi pare…”.

Partiamo dalla criminalità a Bolzano e provincia.

Essa  è in calo ormai dal 2016. Infatti le denunce di reati sono in costante diminuzione : del 14% in provincia, del 12% a Bolzano (dati Astat 2019). Ci sono poi indicatori specifici: ad esempio i furti in abitazione sono calati del 9%

In controtendenza risultano solo alcuni reati commessi a Bolzano (es. lo spaccio di stupefacenti +17%, e le rapine appena 5 in più sul 2018) che restano comunque fenomeni marginali, circoscritti a certe zone e non paragonabili ad altre realtà italiane.

Insomma vediamo come esista un divario notevole tra insicurezza effettiva e percezione della stessa…

Se poi passiamo alla questione lavoro anche qui possiamo sorridere

Nel 2019 il tasso di occupazione altoatesino è superiore al valore medio UE, sia per la fascia d’età 15-64 anni (74,1%), sia considerando la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni (79,2%). Bisogna poi ricordare che la Provincia di cui Bolzano è capoluogo ha un tasso di disoccupazione che si attesta al 2,9% (2019), ed è inferiore sia rispetto alla media UE (6,3%), sia rispetto ad altri territori messi a confronto. Anche il tasso di disoccupazione giovanile (8,4%), risulta essere inferiore alla media UE che si attesta al 14,4% (dati Astat).

Quindi passiamo a dare un occhio ai tanto temuti “stranieri che ci stanno invadendo”

In Alto Adige i residenti stranieri, provenienti da 138 Paesi diversi, sono 51.590 pari ad una percentuale del 9,7% rispetto al totale della popolazione altoatesina di 533.439 (dati Astat di fine 2019). L’aumento rispetto agli anni precedenti è stato sensibile, ma nemmeno lontanamente paragonabile, ad un’invasione… (nel Tirolo del nord l’aumento di stranieri è stato molto più significativo rispetto all’Alto Adige). Bisogna poi tenere conto del fatto che più di un terzo degli stranieri presenti in provincia proviene da Paesi dell’Unione Europea, mentre solo il 19% dall’Asia e appena il 14% dall’Africa.
E i tanto temuti islamici? Poco più del 3% dell’intera popolazione e molti sono bambini e giovani nati in Italia e spesso qui nella nostra terra!

Ci sono poi i profughi, i rifugiati e i richiedenti asilo

Anche essi sono una goccia nel mare: nel 2019 erano 1.247 in Provincia, suddivisi in 29 strutture. A Bolzano poi esiste un’ “emergenza” senzatetto: più o meno 500 persone (senzatetto, richiedenti asilo “fuori quota”, lavoratori migranti, persone e famiglie vulnerabili) a cui purtroppo una città e una
provincia così ricca come la nostra, non riesce a trovare un alloggio.

Strano l’astio degli altoatesini italiani per gli immigrati visto che essi stessi hanno un background migratorio. Praticamente tutti.

In settembre si vota.

In questo clima così politicamente e storicamente confuso, tante amiche e amici, tanti fedeli, parrocchiani, collaboratori…mi chiedono quasi ogni giorno: “Per chi sarebbe meglio votare?”

Non vi dirò per chi votare… ma per chi NON votare:

NON votate chi alimenta l’odio per chi è straniero, diverso, discriminato e debole… Chi vi racconta la balla che per avere voi più diritti, bisogna toglierne ad altri!

NON votate per chi vi parla solo di economia… e dimentica la cultura, l’aggregazione sociale, la scuola e la formazione… che vi vuole chiusi in casa soli, isolati ed impauriti… Magari con mille telecamere e controlli ma senza una rete sociale affidabile…

NON votate per i “giovani dalla faccia pulita, il bel vestito e la sfumatura alta” che vi dicono che il razzismo è un opinione come le altre, e dunque si deve avere la libertà di esprimerla. Ricordate che il razzismo è un reato.

NON votate per chi parla di “Bolzanistan” e crea fake news per ottenere consensi.

NON votate per chi si spaccia cristiano e poi è contro tutto ciò che è il cuore del cristianesimo: l’accoglienza, la pace, la difesa dei diritti, la giustizia e la misericordia.

NON votate per chi sostiene ideologie che pensavamo finite nella pattumiera della storia anche se si presenta come un outsider della politica… e dunque con le mani pulite.

 

don Paolo Zambaldi